Matteo

Capitolo 18

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Indice

Chi è il più grande

1 In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: « Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli? ».
Mc 9,33-36
Lc 9,46-47
2 Allora Gesù chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:
3 « In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Mc 10,15
Lc 18,17
4 Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli.
Gv 3,5
5 E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me.
Mc 9,37
Lc 9,48
Mt 10,40
6 Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare.
Mc 9,42
Lc 17,1-2
7 Guai al mondo per gli scandali!
È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all'uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!
8 Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno.
Mc 9,43-47
Mt 5,29-30
9 E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco.
10 Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli.
11 È venuto infatti il Figlio dell'uomo a salvare ciò che era perduto.

La pecora smarrita

12 Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta?
Lc 15,3-7
Ez 34,1.4.16
13 Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite.
14 Così il Padre vostro celeste non vuole che si perda neanche uno solo di questi piccoli.

Correzione fraterna

15 Se il tuo fratello commette una colpa, va' e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello;
Lc 17,3
16 se non ti ascolterà, prendi con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni.
Lv 19,17
Dt 19,15
17 Se poi non ascolterà neppure costoro, dillo all'assemblea; e se non ascolterà neanche l'assemblea, sia per te come un pagano e un pubblicano.
18 In verità vi dico: tutto quello che legherete sopra la terra sarà legato anche in cielo e tutto quello che scioglierete sopra la terra sarà sciolto anche in cielo.
Rm 16,17
1 Cor 5,11
Mt 16,19+
Gv 20,23

Preghiera in comune

19 In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà.
Gv 15,7.16
20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro ».

Perdono delle offese Parabola del servo spietato

21 Allora Pietro gli si avvicinò e gli disse: « Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte? ».
Lc 17,4
Mt 6,12
Lc 23,34
Gen 4,24
22 E Gesù gli rispose: « Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette.
23 A proposito, il regno dei cieli è simile a un re che volle fare i conti con i suoi servi.
Mt 25,19
24 Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti.
25 Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito.
26 Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa.
27 Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito.
28 Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui che gli doveva cento denari e, afferratolo, lo soffocava e diceva: Paga quel che devi!
29 Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava e dicendo: Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito.
30 Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito.
31 Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone tutto l'accaduto.
32 Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato.
33 Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?
34 E sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli avesse restituito tutto il dovuto.
35 Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello ».
Mt 6,12
Lc 23,34
Indice

Abbreviazioni
18,1-35 Il discorso sulla comunità dei discepoli
Nei vv. 1-14, il discorso è centrato sul vocabolo "bambini-piccoli";
nei vv. 15-35 la parola chiave è invece "fratelli":
i due termini riassumono lo stile della comunità cristiana.
È il quarto discorso di Gesù, e viene pronunciato lungo la via che conduce a Gerusalemme.
18,1-11 Chi è più grande nel Regno? ( Mc 9,33-37; Lc 9,46-48)
18,5 Dalla necessità di "farsi bambini" si passa a quella di "accogliere" i piccoli;
ma qui la parola "piccoli" non indica solo i bambini, bensì tutti coloro che sono bisognosi di aiuto.
uno solo di questi bambini: BJ preferisce: « un bambino come questo »,
cioè un uomo ridiventato bambino per la semplicità ( cf. v 4).
18,6 "Scandalizzare" significa porre inciampo sul cammino di crescita e di fede.
18,8-9 Vedi nota a Mt 5,29-30.
Dobbiamo veramente tagliare la mano o il piede, oppure cavare l'occhio, se pecchiamo?
18,8 occasione di scandalo: traduzione letterale ( « scandalizza » );
BJ preferisce: « occasione di peccato ».
« Uno scandalo », secondo l'accezione originaria del termine greco, è « occasione d'inciampo » ( cf. Mt 16,23+ ),
nozione che il termine non evoca più, almeno direttamente, nelle lingue moderne.
- È per un'associazione verbale fondata su questa parola che i vv 8-9 ( già utilizzati in Mt 5,29-30 ) sono venuti a inserirsi qui, non senza rompere il contesto.
- vita: la vita eterna.
18,9 Geenna del fuoco: ebraico Gê-Hinnom, nome di una valle di Gerusalemme contaminata da sacrifici di bambini ( Lv 18,21+ ); designò più tardi il luogo maledetto, riservato al castigo dei cattivi, il nostro « inferno ».
Vedi nota a Mt 5,21-22.
18,10 L'angelo custode è segno della protezione che Dio accorda a ciascuno.
vedono sempre la faccia: espressione biblica che designa la presenza dei cortigiani davanti al loro sovrano ( cf. 2 Sam 14,24; 2 Re 25,19; Tb 12,15 ).
Qui, dunque, l'accento è messo più sulla contemplazione degli angeli
( cf. Sal 11,7+ ) che sull'assiduità e la familiarità dei loro rapporti con Dio.
Chi sono gli angeli dei bambini?
18,11 Il versetto ( È venuto infatti il Figlio dell'uomo a salvare ciò che era perduto ) manca in molti manoscritti;
una frase simile si ha in Lc 19,10. BJ omette questo v.
18,12-14 Parabola della pecora smarrita ( Lc 15,4-7 )
18,15-18 Correzione fraterna ( Lc 17,3 )
18,15 commette una colpa: la precisazione « contro di te », aggiunta da numerosi testimoni, sembra da rigettarsi.
- La norma data da Gesù riguarda una colpa grave e pubblica, che non necessariamente è contro colui che la vuol correggere.
Il caso del v 21 è diverso.
18,16 Citazione di Dt 19,15.
18,17 La comunità cristiana deve prendere le distanze dal peccato, perché questo la ferisce profondamente, ma non abbandona il peccatore.
Piuttosto continuerà a guardarlo con l'attenzione con cui Gesù guardava i pubblicani e i lontani.
assemblea o « comunità »; l'ekklêsia è l'assemblea dei fratelli ( cf. Mt 16,18+ ).
- sia per te come … un pubblicano: gente « impura » che i giudei pii non potevano frequentare ( cf. Mt 5,46+ e Mt 9,10+ ).
Vedere la scomunica di 1 Cor 5,11+.
18,18 Vedi Mt 16,18-19: ciò che era stato detto a Pietro si applica ora al gruppo dei discepoli.
Estensione ai ministri della chiesa ( ai quali si indirizza anzitutto questo discorso ) d'uno dei poteri conferiti a Pietro.
Che cosa significare legare e sciogliere le cose sulla terra?
18,19-20 Preghiera comunitaria
18,21-35 Parabola del servo spietato
18,21-22 Secondo l'esempio di Dio e di Gesù ( Lc 23,34+ )
e come facevano già tra loro gli israeliti ( Lv 19,18-19; cf. Es 21,25+ ),
i cristiani devono perdonarsi a vicenda ( Mt 5,39; Mt 6,12p; cf. Mt 7,2; 2 Cor 2,7;
Ef 4,32; Col 3,13 ),
ma ora « il prossimo » si estende a tutti gli uomini, compresi quelli a cui si deve rendere bene per male ( Mt 5,44-45; Rm 12,17-21; 1 Ts 5,15; 1 Pt 3,9;
cf. Es 21,25+; Sal 5,11+ ).
Così l'amore copre una moltitudine di peccati ( Pr 10,12 citato da Gc 5,20;
1 Pt 4,8 ).
18,22 settanta volte sette: equivale a "sempre": cf. Mt 6,9+;
BJ con D preferisce: « settantasette volte ».
18,24 diecimila talenti: è una somma ingente;
equivale a 60 milioni di paghe giornaliere di un operaio di allora ( nota a Mt 25,15 ).
18,28 cento denari: una somma 600.000 volte inferiore a quella del v. 24.
18,35 Non c'è perdono per chi non perdona?