Matteo

Capitolo 16

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Indice

Si domanda a Gesù un segno dal cielo

1 I farisei e i sadducei si avvicinarono per metterlo alla prova e gli chiesero che mostrasse loro un segno dal cielo.
Mc 8,11-13
Lc 11,16.29
Mt 12,38-39
Gv 6,30-31
2 Ma egli rispose: « Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia;
Lc 12,54-56
3 e al mattino: Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo.
Sapete dunque interpretare l'aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?
Lc 19,44
4 Una generazione perversa e adultera cerca un segno, ma nessun segno le sarà dato se non il segno di Giona ».
E lasciateli, se ne andò.
Mt 12,39+
Mt 8,10+

Il lievito dei Farisei e dei Sadducei

5 Nel passare però all'altra riva, i discepoli avevano dimenticato di prendere il pane.
Mc 8,14-21
Lc 12,1
6 Gesù disse loro: « Fate bene attenzione e guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei ».
7 Ma essi parlavano tra loro e dicevano: « Non abbiamo preso il pane! »
8 Accortosene, Gesù chiese: « Perché, uomini di poca fede, andate dicendo che non avete il pane?
Mt 8,10+
9 Non capite ancora e non ricordate i cinque pani per i cinquemila e quante ceste avete portato via?
Mc 4,13+
10 E neppure i sette pani per i quattromila e quante sporte avete raccolto?
Mt 14,21
Mt 15,38
11 Come mai non capite ancora che non alludevo al pane quando vi ho detto: Guardatevi dal lievito dei farisei e dei sadducei? ».
12 Allora essi compresero che egli non aveva detto che si guardassero dal lievito del pane, ma dalla dottrina dei farisei e dei sadducei.

Professione di fede e primato di Pietro

13 Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: « La gente chi dice che sia il Figlio dell'uomo? ».
Mc 8,27-30
Lc 9,18-21
Mt 8,20+
14 Risposero: « Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti ».
Mt 14,2
15 Disse loro: « Voi chi dite che io sia? ».
Gv 6,69
16 Rispose Simon Pietro: « Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente ».
Mt 14,28+
17 E Gesù: « Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l' hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli.
Mt 4,3+
Rm 7,5+
18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.
19 A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli ».
Is 22,22
Ap 3,7
Mt 18,18
20 Allora ordinò ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Mc 1,34+

Primo annunzio della passione

21 Da allora Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei sommi sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno.
Mc 8,31-33
Lc 9,22
Mt 17,12.22-23
Mt 20,17-19
Lc 13,33
Lc 2,38+
22 Ma Pietro lo trasse in disparte e cominciò a protestare dicendo: « Dio te ne scampi, Signore; questo non ti accadrà mai ».
At 10,40+
23 Ma egli, voltatosi, disse a Pietro: « Lungi da me, satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini! ».
Mt 4,10
Mc 4,13+

Condizioni per seguire Gesù

24 Allora Gesù disse ai suoi discepoli: « Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua.
Mc 8,34-9,1
Lc 9,23-27
Mt 10,38-39
Lc 14,27
25 Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Lc 17,33
Gv 12,25-26
26 Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima?
O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima?
27 Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
Mt 25,31s
2 Ts 1,7
Sal 62,13+
28 In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non morranno finché non vedranno il Figlio dell'uomo venire nel suo regno ».
Ez 18,21-32+
Mt 10,23
Mt 24,30.34
Mt 26,64
Indice

Abbreviazioni
16,1-4 I segni dei tempi ( Mc 8,11-13; Lc 12,54-56 )
16,3 I segni dei tempi qui sono le parole e i miracoli di Gesù, in quanto manifestano la venuta dell'era messianica.
Questi segni sono i miracoli compiuti da Gesù ( cf. Mt 11,3-5; Mt 12,28 ).
- I vv 2-3, omessi da B, S e parecchi altri mss, qui vengono riferiti secondo i codici C, D, volg. e altri.
16,4 adultera: infedele a Dio, incredula ( Mt 12,39 ).
Gesù non diede un segno, o diede solo il segno di Giona?
16,5-12 Guardarsi dall'insegnamento dei farisei e dei sadducei ( Mc 8,14-21; Lc 12,1 )
16,12 Come il lievito fa fermentare la massa ( Mt 13,33 ),
ma può anche corromperla ( cf. 1 Cor 5,6; Gal 5,9 ),
la dottrina falsa dei capi giudei minaccia di pervertire tutto il popolo che essi dirigono ( cf. Mt 15,14 ).
16,13-20 Fede e missione di Pietro ( Mc 8,27-30; Lc 9,18-21 )
16,13 Cesarèa di Filippo: era presso le sorgenti del Giordano, ai piedi del monte Ermon;
prendeva il nome da uno dei figli di Erode ed era stata eretta in onore dell'imperatore.
16,14 Sull'attesa del ritorno di un "profeta" vedi anche Gv 1,21.
Il titolo di « profeta » che Gesù ha rivendicato solo in modo indiretto e velato
( Mt 13,57p; Lc 13,33 ),
ma che le folle gli hanno chiaramente attribuito ( Mt 16,14p, Mt 21,11.46; Mc 6,15p; Lc 7,16.39; Lc 24,19; Gv 4,19; Gv 9,17 ),
aveva un valore messianico, poiché lo spirito di profezia, spento dopo Malachia, doveva, secondo l'attesa del giudaismo,
ritornare come segno dell'èra messianica, sia nella persona di Elia ( Mt 17,10-11p )
sia sotto la forma di un'effusione generale dello Spirito ( At 2,17-18.33 ).
Difatti al tempo di Gesù si sono presentati molti ( falsi ) profeti
( Mt 24,11.24p, ecc. ).
Giovanni Battista, sì, fu veramente un profeta ( Mt 11,9p, Mt 14,5; Mt 21,26p;
Lc 1,76 ),
ma a titolo di precursore venuto con lo spirito di Elia ( Mt 11,10p.14; Mt 17,12p );
e ha negato ( Gv 1,21+ ) di essere « il profeta » che Mosè aveva annunziato
( Dt 18,15 ).
Solo in Gesù la fede cristiana ha riconosciuto questo profeta ( At 3,22-26+; Gv 6,14; Gv 7,40 ).
Tuttavia essendosi il carisma della profezia diffuso sulla chiesa primitiva in seguito alla pentecoste ( At 11,27+ ), questo titolo di Gesù è scomparso presto dinnanzi ad altri titoli più specifici della cristologia.
16,16 Alla confessione della messianità di Gesù, riportata da Mc e Lc, Mt soggiunge quella della filiazione divina; vedere già Mt 14,33, paragonato con Mc 6,51s ( cf. Mt 4,3+ ).
Che cosa affermò di preciso Pietro di Gesù?
16,17 carne e sangue: l'uomo nella sua condizione concreta di debolezza e fragilità.
Questa espressione designa l'uomo, sottolineando il lato corporale e limitato della sua natura, in opposizione al mondo degli spiriti ( Sir 14,18; Rm 7,5+; 1 Cor 15,50; Gal 1,16; Ef 6,12; Eb 2,14; cf. Gv 1,13 ).
16,18-19 Per il nome Pietro vedi anche Gv 1,42.
La missione di Pietro è definita con tre immagini:
egli è la pietra, cioè il punto attorno al quale si costruisce l'unità visibile della comunità;
gli vengono consegnate le chiavi, simbolo di autorità e responsabilità ( Is 22,22;
Ap 3,7 );
infine ha il potere di "legare" e "sciogliere", espressione usata dai rabbini per indicare la facoltà
di proibire e permettere ( funzione di magistero ),
di allontanare e riammettere nella comunità ( funzione disciplinare ).
16,18 Pietro: né la parola greca Petros e nemmeno, sembra, il suo corrispondente aramaico kefa ( « roccia » ) erano usati come nomi di persona prima che Gesù avesse chiamato così il capo degli apostoli per simboleggiare il suo compito nella fondazione della chiesa.
Questo cambiamento di nome ha potuto aver luogo anche prima ( cf. Gv 1,42;
Mc 3,16; Lc 6,14 ).
- la mia chiesa: il termine semitico che traduce ekklêsia significa « assemblea » e si incontra spesso nell'AT per designare la comunità del popolo eletto, specialmente nel deserto ( cf. Dt 4,10, ecc.; At 7,38 ).
Circoli giudaici che si consideravano il resto d'Israele ( Is 4,3+ ) degli ultimi tempi, come gli esseni di Qumran, hanno chiamato così il loro gruppo.
Gesù riprende questo termine per designare la comunità messianica con la quale egli inaugura la nuova alleanza mediante l'effusione del suo sangue ( Mt 26,28+;
Ef 5,25 ).
Usando il termine « chiesa » parallelamente all'espressione « regno dei cieli »
( Mt 4,17+ ), egli sottolinea che questa comunità escatologica comincerà già sulla terra mediante una società organizzata di cui stabilisce il capo ( cf. At 5,11+;
1 Cor 1,2+ ).
- inferi: alla lettera « Ade » ( in ebraico lo sheol ), designazione del soggiorno dei morti ( cf. Nm 16,33+ ).
In questo passo, le « porte » dell'Ade, personificate, evocano le potenze del Male che, dopo aver trascinato gli uomini nella morte del peccato, li incatena definitivamente nella morte eterna.
Seguendo il suo Signore, morto, « disceso agl'inferi » ( 1 Pt 3,19+ )
e resuscitato ( At 2,27.31 ),
la chiesa avrà la missione di strappare gli eletti all'impero della morte, temporale ed eterna, per farli , entrare nel regno dei cieli ( cf. Col 1,3; 1 Cor 15,26; Ap 6,8;
Ap 20,13 ).
16,19 le chiavi del regno: come la città della morte, la città di Dio ha delle porte: e lasciano entrare solo coloro che ne sono degni ( confrontare Mt 23,13p ).
Pietro ne riceve le chiavi.
A lui spetterà dunque aprire o chiudere l'accesso del regno dei cieli, tramite la chiesa.
- « Legare » e « sciogliere » sono due termini tecnici del linguaggio rabbinico che si applicano innanzitutto al campo disciplinare della scomunica con cui si « condanna » ( legare ) o si « assolve » ( sciogliere ) qualcuno, e ulteriormente alle decisioni dottrinali o giuridiche con il senso di « proibire » ( legare ) o « permettere » ( sciogliere ).
Pietro, quale maggiordomo ( di cui le chiavi sono l'insegna, cf. Is 22,22 ) della casa di Dio, eserciterà il potere disciplinare di ammettere o di escludere come egli crederà meglio, e amministrerà la comunità con tutte le decisioni opportune in materia di dottrina e di morale.
Sentenze e decisioni saranno ratificate da Dio nell'alto dei cieli.
- L'esegesi cattolica ritiene che queste promese eterne valgano non soltanto per la persona di Pietro, ma anche per i suoi successori; sebbene tale conseguenza non sia esplicitamente indicata nel testo, è tuttavia legittima in ragione dell'intenzione manifesta che ha Gesù di provvedere all'avvenire della sua chiesa con una istituzione che la morte di Pietro non può rendere effimera.
- Due altri testi ( Lc 22,31s e Gv 21,15s ) sottolineeranno che il primato di Pietro si deve esercitare particolarmente nell'ordine della fede e che tale primato lo rende capo, non solo della chiesa futura, ma già degli altri apostoli.
Che cosa sono le chiavi del regno dei cieli?
16,20 il Cristo: volg. legge: « Gesù Cristo ».
Per l'ordine di tacere, Mt 8,4 e Mt 9,30.
Perché Gesù disse a molti di non dire che era il Cristo?
16,21-23 Primo annuncio della morte e della risurrezione ( Mc 8,31-33; Lc 9,22 )
16,21 doveva … soffrire molto: in questo momento cruciale, in cui ha appena ottenuto dai discepoli la prima professione di fede esplicita nella sua messianità, Gesù fa il primo annunzio della passione:
al compito glorioso di Messia egli aggiunge il compito doloroso di servo sofferente.
Con questa pedagogia, che sarà rafforzata qualche giorno dopo dalla trasfigurazione, anch'essa seguita dall'imposizione del silenzio e da un annunzio analogo
( Mt 17,1-12 ), egli prepara la loro fede alla prossima crisi della sua morte e resurrezione.
16,23 Pietro si comporta come Satana, perché vorrebbe per Gesù un cammino senza il disonore della condanna e della morte che, secondo la convinzione generale, non doveva in nessun modo appartenere all'esperienza del messia ( Gv 12,34 ).
Pietro, pretendendo di mettersi di traverso nella via che deve seguire il Messia, gli fa « da ostacolo » ( senso primitivo del greco skandalon ) e diventa il fautore, certo incosciente, dello stesso Satana ( cf. Mt 4,1-10 ).
16,24-28 Condizioni per seguire Gesù ( Mc 8,34-9,1; Lc 9,23-27 )
16,24 Come si prende la propria croce?
16,25 chi vorrà salvare la propria vita: questo logion dalla forma paradossale, e quelli che lo seguono, giocavano su due tappe della vita umana: la presente e la futura.
Il greco psychê, equivalente qui all'ebraico nefesh, combina i tre significati di vita, anima e persona ( Gen 2,7+ ).
16,27 le sue azioni: ta erga ( volg. opera ) mentre BJ preferisce: « la sua condotta », var. praxin.
16,28 Versetto molto discusso: secondo alcuni esso si riferisce a quella manifestazione di giudizio che è la caduta di Gerusalemme nel 70 d.C., per altri alla trasfigurazione o forse meglio alla Pasqua, vera e propria instaurazione del Regno e fondamento della speranza nella venuta finale del Figlio dell'uomo.
I vv 27-28 accostano, per la loro analogia, due parole di Gesù su due avvenimenti diversi del regno di Dio:
il regno del Padre instaurato con il giudizio finale ( v 27 ),
il regno del Cristo, che si manifesta con la rovina di Gerusalemme ( cf. Mt 24,1+ ).
Gesù pensava di ritornare entro una generazione?