Salmi

Capitolo 42 ( 41 )

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Lamento del levita esiliato

1 Al maestro del coro. Maskil. Dei figli di Core.
2 Come la cerva anela ai corsi d'acqua,
così l'anima mia anela a te, o Dio.
Gv 4,1+
Is 26,9
Sal 63,2
Sal 84,3
3 L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Sal 36,10
Sal 27,4
4 Le lacrime sono mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre: « Dov'è il tuo Dio? ».
Mi 7,10
Ml 2,17
Sal 79,10
5 Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge:
attraverso la folla avanzarono tra i primi
fino alla casa di Dio,
in mezzo ai canti di gioia
di una moltitudine in festa.
Lam 3,20
Sal 27,4-5
6 Perché ti rattristi, anima mia,
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
Sal 6,5+
7 In me si abbatte l'anima mia;
perciò di te mi ricordo
dal paese del Giordano e dell'Ermon, dal mote Misar.

Sal 43,3
Sal 68,17
8 Un abisso chiama l'abisso al fragore delle tue cascate;
tutti i tuoi flutti e le tue onde
sopra di me sono passati.
Gn 2,4
Sal 32,6
Sal 69,3
Sal 88,8
9 Di giorno il Signore mi dona la sua grazia,
di notte per lui innalzo il mio canto:
la mia preghiera al Dio vivente.
10 Dirò a Dio, mia difesa:
« Perché mi hai dimenticato?
Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico? ».
Sal 18,3+
11 Per l'insulto dei miei avversari
sono infrante le mie ossa;
essi dicono a me tutto il giorno: « Dov'è il tuo Dio? ».
12 Perché ti rattristi, anima mia,
perché su di me gemi?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
Indice

Abbreviazioni
42,1-43,5 L'identità di contenuto e la ripetizione dello stesso ritornello ( Sal 42,6.12
e Sal 43,5 ) fanno di questi due salmi una composizione unitaria, caratteriszzata dalla struggente nostalgia che pervade l'animo del salmista.
Lontano dal tempio e privato dello splendore del suo culto, egli vive nella sofferenza dell'esilio.
42,1 figli di Core: leviti addetti a compiti diversi nel tempio ( 1 Cr 9,19;
1 Cr 26,19 ).
42 L'esilio, tipo dell'angoscia del fedele che « vive in esilio lontano dal Signore »
( 2 Cor 5,6-8 ), è qui la lontananza dal santuario, dove Dio risiede, e dalle feste che vi radunano il suo popolo; i Sal 42 e Sal 43 formano come un unico salmo.
42,2 cerva: con i LXX; il TM ha: « cervo », ma il verbo è al femminile.
42,3 e vedrò: con mss, sir. e Targum; il TM ( corrotto da uno scriba urtato da questa espressione, cf. Es 33,20+ ) ha: « apparirò davanti ».
« Vedere la faccia di Dio » è qui visitare il suo santuario, il tempio di Gerusalemme
( cf. Dt 31,11; Sal 27,8+ ).
42,5 avanzavo tra i primi: traduzione congetturale; BJ ha: « avanzavo sotto il tetto del molto Grande »: « molto Grande », alla lettera « ammirabili » ( plurale di maestà ) con LXX e sir.; il TM è incomprensibile.
Il « tetto », alla lettera « la capanna », è il tempio dove Dio risiede e che ogni pio israelita visitava ogni anno ( Es 23,14-17 ).
42,6 mio volto: con mss ebraici, ms greco, sir.; cf. v 12; il TM ha: « il suo volto ».
42,7 dalla terra del Giordano e dell'Ermon, dal monte Misar: il riferimento è alla zona delle sorgenti del fiume Giordano; il monte Ermon è al nord della terra di Canaan, mentre è incerta la localizzazione del monte Misar.
monte Misar o « umile monte » secondo l'ebraico; si tratterebbe di Zaorah, non lungi dalle sorgenti del Giordano, che potrebbe essere una tappa sulla strada dell'esilio.
BJ congettura: « di te, umile montagna », intendendo il monte Sion.
In BJ il primo « di te » si riferirebbe allora a Dio.