Sapienza  

Capitolo 19

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Settimo contrappasso: il Mar Rosso

1 Sugli empi si riversò sino alla fine uno sdegno implacabile, perché Dio prevedeva anche il loro futuro,
2 che cioè, dopo aver loro permesso di andarsene e averli fatti in fretta partire, cambiato proposito, li avrebbero inseguiti.
Es 11,1+
Es 14,5-9
3 Mentre infatti erano ancora occupati nei lutti e piangevano sulle tombe dei morti, presero un'altra decisione insensata, e inseguirono come fuggitivi coloro che già avevano pregato di partire.
Sap 18,12
4 Li spingeva a questo punto estremo un meritato destino, che li gettò nell'oblio delle cose avvenute, perché colmassero la punizione, che ancora mancava ai loro tormenti,
5 e mentre il tuo popolo intraprendeva un viaggio straordinario, essi incorressero in una morte singolare.
Sap 18,3
6 Tutta la creazione assumeva da capo, nel suo genere, nuova forma, obbedendo ai tuoi comandi, perché i tuoi figli fossero preservati sani e salvi.
Sap 5,17
Sap 16,24
7 Si vede la nube coprire d'ombra l'accampamento, terra asciutta apparire dove prima c'era acqua, una strada libera aprirsi nel Mar Rosso e una verdeggiante pianura in luogo dei flutti violenti;
Es 14,19-22
8 per essa passò tutto il tuo popolo, i protetti dalla tua mano, spettatori di prodigi stupendi.
Sap 5,16
9 Come cavalli alla pastura, come agnelli esultanti, cantavano inni a te, Signore, che li avevi liberati.
Is 63,13-14
Ml 3,20
Es 15
10 Ricordavano ancora i fatti del loro esilio, come la terra, invece di bestiame, produsse zanzare, come il fiume, invece di pesci, riversò una massa di rane.
Es 8,2.12-15
11 Più tardi videro anche una nuova produzione di uccelli, quando, spinti dall'appetito, chiesero cibi delicati;
Nm 11,31
12 poiché, per appagarli, salirono dal mare le quaglie.
Es 16,13

L'Egitto più colpevole di Sodoma

13 Sui peccatori invece caddero i castighi, non senza segni premonitori di fulmini fragorosi; essi soffrirono giustamente per la loro malvagità, avendo nutrito un odio tanto profondo verso lo straniero.
14 Altri non accolsero ospiti sconosciuti; ma costoro ridussero schiavi ospiti benemeriti.
15 Non solo: ci sarà per i primi un giudizio, perché accolsero ostilmente dei forestieri;
16 ma quelli, dopo averli festosamente accolti, poi, quando già partecipavano ai loro diritti li oppressero con lavori durissimi.
Gen 45,17-20
Gen 47,1-12
Es 1,8-14
Es 5,4-18
17 Furono perciò colpiti da cecità, come lo furono i primi alla porta del giusti, quando avvolti fra tenebre fitte ognuno cercava l'ingresso della propria porta.
Gen 19,11

Una nuova armonia

18 Difatti gli elementi scambiavano ordine fra loro, come le note di un'arpa variavano la specie del ritmo, pur conservando sempre lo stesso tono.
E proprio questo si può dedurre dalla attenta considerazione degli avvenimenti:
Sap 16,17-22
19 animali terrestri divennero acquatici, quelli che nuotavano passarono sulla terra.
20 Il fuoco rafforzò nell'acqua la sua potenza e l'acqua dimenticò la sua proprietà naturale di spegnere.
21 Le fiamme non consumavano le carni di animali gracili che vi camminavano dentro, né scioglievano quella specie di cibo celeste, simile alla brina e così facile a fondersi.
Sap 16,18.22

Conclusione

22 In tutti i modi, o Signore, hai magnificato e reso glorioso il tuo popolo e non l'hai trascurato assistendolo in ogni tempo e in ogni luogo.
Is 45,17.25
Indice  

Abbreviazioni
19,1-17 Settima antitesi: il Mare Rosso.
Preparata da considerazioni sull'indurimento finale degli empi abbandonati a una collera senza pietà, l'antitesi diventa esplicita nel v 5.
Poi l'autore insiste sulla meravigliosa traversata degli israeliti ( vv 6-9 ),
ricamando assai liberamente sulla tradizione antica ( cf. Es 14,15+ ).
19,2 dopo aver loro permesso: con numerosi mss;
il textus receptus, lat. e sir. hanno: « dopo essersi deciso ».
- di andarsene: con diversi mss; il textus receptus ha: « di essere assenti ».
- di averli fatti in fretta partire: alla lettera « averli congedati in fretta ».
19,4 un meritato destino: alla lettera « una necessità degna »;
BJ traduce: « un giusto destino ».
L'autore trascrive con un termine greco il motivo dell'indurimento del faraone
( Es 14,4.8 ), per indicare in realtà non il cieco e inesorabile destino antico, ma un castigo meritato.
- Il tema di una misura predeterminata da Dio - che non è altro che il tempo della sua pazienza e della sua misericordia - ritorna spesso negli scritti apocalittici.
19,6 Testo oscuro.
Probabilmente l'autore vuol rimandare alla creazione iniziale ( Gen 1 ) ed esprimere che, per il passaggio del Mare Rosso, la natura ricevette una nuova impronta o fu modificata.
All'inizio le « tenebre ricoprivano l'abisso » e la terra era emersa dall'acqua
( Gen 1,2.6 ): di nuovo si assiste a un fenomeno simile, ma questa volta le attività straordinarie dell'aria, della terra e dell'acqua si scostano dall'ordine stabilito dal creatore.
Non si sa se l'autore intende un mutamento degli elementi o un cambiamento delle loro proprietà ( cf. Sap 16,25 e Sap 19,18 ).
19,7 Is 63,14 parla anche di una pianura, ma solo a titolo di paragone.
Il midrash palestinese parla non solo di erba abbondante, ma di alberi da frutta che ornavano la strada così aperta.
I « prodigi » ricordati nel v seguente manifestano lo stesso processo di idealizzazione.
La tradizione rabbinica enumererà dieci miracoli per il passaggio del Mare Rosso.
19,12 L'autore prende alla lettera Nm 11,31: le quaglie sono salite dal mare
( come le zanzare dalla terra e le rane dal fiume ).
19,13-17 Gli Egiziani più colpevoli degli abitanti di Sòdoma
Mentre gli abitanti di Sòdoma avevano infierito su ospiti sconosciuti ( Gen 19,1-11 ), gli Egiziani hanno violato l'ospitalità nei confronti di forestieri benèfici, quali erano stati gli Ebrei durante la loro permanenza in Egitto
( in un primo tempo accolti benevolmente, vennero poi condannati a duri lavori ).
19,13 non senza segni premonitori: questa aggiunta al racconto dell'esodo è suggerita sia da Sal 77,18-19,
sia da una antica interpretazione di Es 14,24 esposta dal Targum.
19,14 Gli abitanti di Sodoma, generalmente considerati come i più grandi criminali.
L'autore vuol dimostrare che gli egiziani hanno violato più gravemente le leggi dell'ospitalità.
19,15 Testo difficile, che si può dividere e punteggiare diversamente;
con l'interpretazione adottata qui, fa costruzione è spezzata.
O l'autore continua a discolpare gli abitanti di Sodoma
o ricorda che li attende una « visita » punitiva ( cf. Sap 14,11 ),
e si potrebbe tradurre: « e, certamente, ne dovranno rendere conto ».
È possibile che il castigo riguardi ugualmente gli egiziani.
19,16 Probabile allusione a una rivendicazione attuale dei giudei d'Alessandria.
19,17 Furono perciò colpiti da cecità: allusione alla piaga delle tenebre, con la quale Dio punì gli Egiziani ( Es 10,21-28 ) e alla cecità che colpì gli abitanti di Sòdoma,
alla porta della casa di Lot ( chiamato qui giusto, vedi Gen 19,11 ).
Presentazione retorica della piaga delle tenebre.
- del giusto: Lot ( Sap 10,6; cf. Gen 19,11 ).
19,18-22 Dio è il Signore della natura e delle sue leggi
Il libro si conclude con il ringraziamento e la lode a Dio,
per la bontà con cui circonda il suo popolo e lo rende grande e glorioso ( v. 22 ).
Il ricordo del passato diviene così messaggio di fiducia per il presente e per il futuro.
19,18-21 Gli scritti greci illustrano spesso con un paragone musicale il gioco degli elementi che costituiscono la natura.
Qui l'autore riprende un simile paragone e lo applica ai principali miracoli dell'esodo per indicarne una spiegazione, sia come cambiamento di ritmo degli elementi
( cf. Sap 16,24 ), sia per una combinazione diversa delle loro proprietà.
Il creato risulta così interamente al servizio del popolo di Dio ( cf. v 6 ).
19,19 animali terrestri: gli israeliti e il loro bestiame al passaggio del Mare Rosso.
- quelli che nuotavano: le rane ( Es 8,2 ).
19,20-25 Il passaggio del Mar Rosso e la disfatta degli Egiziani
L'ultima riflessione sugli avvenimenti dell'esodo è collocata nella cornice delle acque del Mar Rosso.
L'uscita di Israele dalle acque del Mar Rosso è celebrata come una nuova creazione, l'apparire di un mondo nuovo ( vv. 6-12 ).