Comunione e comunità

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Capitolo II - La comunione dalla parola di Dio

Lo Spirito e la Parola

22. - Lo Spirito muove interiormente il cuore dell'uomo.

Sempre e da per tutto opera e operava nel mondo, prima ancora che Cristo fosse glorificato ».50

Il « piano universale di Dio per la salvezza del genere umano non si attua soltanto in una maniera, per così dire, segreta, nella mente degli uomini ».51

Al contrario, Dio, « il quale per mezzo del Verbo crea e conserva tutte le cose ( cfr. Gv 1,3 ), nelle cose create offre agli uomini una perenne testimonianza di sé ( cfr. Rm 1,19-20 ) e inoltre … fin dal principio manifestò se stesso ai progenitori ».52

È così che sono sparsi i semi della sua Parola.

Natura e storia, fatti e parole umane, tradizioni religiose e culturali « riflettono un raggio di quella Verità che illumina tutti gli uomini ».53

Condotti dallo Spirito di Dio, scrutiamo « i segni dei tempi » per scoprire negli avvenimenti, alla luce della fede, il suo disegno e le sue intenzioni.54

23. - Se da sempre Dio si era svelato, con molti segni, ad un certo punto della storia parlò ad Abramo e ne fece il padre di un popolo, Israele, a cui si rivelò per mezzo di Mosé e dei Profeti.55

E, giunta la pienezza dei tempi, lo stesso Dio che « molte volte e in molti modi aveva parlato ai padri per mezzo dei Profeti … ha parlato a noi nel Figlio ». ( Eb 1,1s )

Lo Spirito Santo, poi, che scese su Maria perché nel suo seno la Parola, ossia il Figlio di Dio, si facesse uomo, scese ancora sugli Apostoli perché lo annunciassero risorto e Signore.

E lo stesso Spirito scende sui credenti perché credano alla loro testimonianza.

In tal modo, in un mondo che sant'Agostino diceva « pregnante di Cristo », la Chiesa si riconosce come la comunione di coloro che hanno ricevuto la Parola - così come, fatta carne, gli Apostoli l'hanno potuta ascoltare, vedere e toccare con mano ( Cfr. 1 Gv 1,1-4 ) - e che, per la forza dello Spirito, la accolgono con fede confessando che Gesu è il Signore che ci salva. ( Cfr. 1 Cor 12,3 )

Cristo parola di Dio

24. - La nascita della Chiesa dalla Parola e dallo Spirito rivela un'intima relazione tra queste due realtà.

La parola di Dio, che è Cristo stesso, porta a tutti l'annuncio del Regno e convoca il popolo di Dio.

Lo Spirito effuso dal Cristo, il Signore risorto, dà a questo popolo la vita divina mediante la grazia di riconoscere in Gesu il suo Signore ( Ibid. ) e mediante il dono dei sacramenti che, garantiti nella loro continuità e validità dalla successione del ministero apostolico, alimentano la fede.

Consacrato Messia per l'unzione dello Spirito Santo, ( Cfr. At 10,38 ) e costituito capo del suo corpo che è la Chiesa, Gesù Cristo è il Sacerdote che ha fatto dono per noi al Padre del sacrificio di tutta la sua vita.

Egli sacramentalmente continua la sua offerta, perché la Chiesa tutta sia capace di immolarsi con Lui nella carità e, partecipando all'unico corpo e all'unico calice, possa celebrare nella forma più alta la sua unità.

25. - Da Cristo, suo Signore e maestro, la Chiesa impara a vivere in maniera coerente al dono della comunione con Dio e, inviata al mondo per servire, sul suo esempio e per la grazia dello Spirito, è chiamata a entrare in comunione con lui e a farsi serva di tutti. ( Cfr. Lc 22,27 )

Gesù, infatti, insegna alla Chiesa a vivere in comunione con il Padre e assicura la sua presenza a coloro che saranno riuniti nella preghiera comune: « Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro ». ( Mt 18,20 )

Allo stesso tempo, nel suo amore per tutti gli uomini, le ha lasciato il modello della vera comunione.

Egli si è messo in comunione con tutti, senza distinzione, superando le rigide classificazioni correnti, sia religiose che sociali.

Ha avuto rapporti di cordiale accoglienza con i lontani e gli emarginati ( malati, lebbrosi, donne, bambini, ecc. ); è stato in dialogo di salvezza con coloro che erano ritenuti irrecuperabili ( peccatori pubblici, samaritani, non ebrei, ecc. ); ha incontrato gli scribi e i farisei, divenuti spesso suoi avversari; ha condiviso la vita del suo ambiente, senza privilegi, senza singolarità, fatto in tutto simile a noi. ( Cfr. Eb 4,15 )

Egli ha riassunto la legge e i Profeti nel comandamento dell'amore di Dio e del prossimo ( Cfr. Mt 22,34-46 ) e ha tradotto questo amore in partecipazione alle vicende umane, liete o tristi, ( Cfr. Gv 2,1-11; Lc 7,11-17 ) in espressioni di fraternità, di misericordia, ( Cfr. Mc 2,13-17 ) di profonda umiltà nel servizio. ( Cfr. ad es. Gv 13,12-14 )

Egli ha poi vissuto un rapporto di particolare amicizia con i Dodici che scelse « perché stessero con lui », ( Mc 3,14 ) confidandosi con loro come con amici, ( Cfr. Gv 15,15 ) chiamandoli a partecipare alla sua missione di evangelizzazione ( Cfr. Mc 6,7 ) e a condividere i suoi momenti di preghiera e le sue prove.( Cfr. Lc 22,39 e par )

E prima di morire, ha lasciato, segno massimo e misterioso di comunione, l'Eucaristia, testimonianza della sua vita data per loro e per tutti. ( Cfr. Lc 22,14-20 e par )

La comunione ecclesiale nell'Eucaristia

26. - La comunione ecclesiale vive dell'ascolto della Parola.

Cristo, Parola incarnata, è presente, anzi « è lui che parla quando nella Chiesa si legge la Sacra Scrittura ».

Ma egli è anche presente con la sua virtù nei sacramenti, di modo che quando uno battezza è Cristo stesso che battezza ».73

È presente soprattutto nell'Eucaristia con la quale, « partecipando noi realmente al corpo del Signore, siamo elevati alla comunione con lui e tra di noi: "Poiché c'è un solo pane, un solo corpo siamo noi" … ( 1 Cor 10,17 ) ».74

L'Eucaristia è il sacramento del sacrificio di Cristo, cioè del suo corpo immolato per noi, che manifesta e realizza, per il dono dello Spirito, la comunione della vita divina e l'unità del popolo di Dio su cui si fonda la Chiesa ».75

Nella celebrazione eucaristica la Chiesa vive il momento più elevato di conformazione a Cristo e al suo sacrificio, rafforza l'impegno per una coraggiosa missione apostolica, offre in un unico gesto al Padre tutte le cose, nella prospettiva della ricapitolazione finale dell'universo in Cristo. ( Cfr. Ef 1,10 )76

27. - Perché possa davvero dare alla Chiesa pienezza di comunione, l'Eucaristia esige il superamento di ogni divisione che ha la sua radice nel peccato.

Perciò è appello sacramentale a divenire un solo corpo in Cristo e domanda continua conversione alla verità e alla giustizia, senza le quali non possono esserci né la pace né la fraternità che producono la gioia del vivere insieme.

La Parola destinata a tutti gli uomini

28. - La Chiesa che si raduna intorno all'Eucaristia non può mai dimenticare che la comunione di cui gode è destinata a tutti gli uomini della terra, non solo mediante la misteriosa azione dello Spirito nel cuore degli uomini, ma anche attraverso la comunicazione della Parola e la testimonianza apostolica dei discepoli.

Il Vangelo deve essere proclamato « fino agli estremi confini della terra », ( At 1,8 ) perché ogni uomo è chiamato alla fede in Cristo e alla comunione con lui nella Chiesa.

Consapevole che questo annuncio deve diffondersi in ogni tempo, la comunità cristiana si sente oggi investita di questa grave responsabilità e perciò si fa sempre più missionaria.

Essa invoca lo Spirito affinché conduca a Cristo anche coloro che, pur non appartenendo ancora al popolo di Dio, sono stati redenti dal suo sangue e a lui sono orientati come al Signore.

In questi, pur con la preghiera di tutti i credenti, lo Spirito Santo può preparare e suscitare la fede che li porterà un giorno alla piena esperienza della comunione ecclesiale.78

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50 Ad gentes, n. 4
51 Ibid., n. 3
52 Dei Verbum, n. 3
53 Nostra aetate, n. 2
54 Cfr. Gaudium et spes, n. 11
55 Cfr. Dei Verbum, n. 3
73 Sacrosanctum Conciliurn, n. 7
74 Lumen gentium, n. 7
75 Sacra Congregazione UM, Instr. De cultu mysterii eucharistici, 25 mai 1967, n. 6
76 anche Lumen gentium, n. 13, n. 17, n. 35, n. 48;
Gaudium et spes, n. 38, n. 39
78 Cfr. Ad gentes, n. 13, n. 15;
e anche Gaudium et spes, n. 22, n. 41