Riconciliazione

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Il sacramento della riconciliazione ( o "del perdono", o "della penitenza" ) è il sacramento offerto a tutti i membri della Chiesa per la remissione dei loro peccati, in primo luogo per coloro che, dopo il battesimo, sono caduti in peccato grave e hanno così perduto la grazia battesimale e inflitto una ferita alla comunione ecclesiale.

A costoro il sacramento della riconciliazione offre una nuova possibilità di convertirsi e di recuperare la grazia della giustificazione ( v. ).

Nella celebrazione del sacramento, mentre il fedele esprime la conversione del cuore ( contrizione e proposito ) tramite la confessione ( v. ) e la soddisfazione, o penitenza ( v. ), Dio stesso accorda la remissione dei peccati mediante la Chiesa la quale agisce attraverso il ministero dei sacerdoti.

Nel corso del tempo la forma concreta del sacramento della riconciliazione ha subito molte variazioni.

Durante i primi secoli, la riconciliazione dei cristiani che avevano commesso peccati particolarmente gravi dopo il loro battesimo ( per esempio l'idolatria, l'omicidio o l'adulterio ), era legata a una disciplina molto rigorosa, secondo la quale i penitenti dovevano fare pubblica penitenza per i loro peccati, spesso per lunghi anni, prima di ricevere la riconciliazione.

A questo "ordine dei penitenti" ( che riguardava soltanto certi peccati gravi ) non si era ammessi che raramente e, in talune regioni, una sola volta durante la vita.

Per i peccati "quotidiani" si richiedeva il perdono con la preghiera, il digiuno, la pratica della carità, come insegna il Nuovo Testamento.

Nel sec. VII, ispirati dalla tradizione monastica d'Oriente, i missionari irlandesi portarono nell'Europa continentale la pratica "privata" della penitenza, che non esige il compimento pubblico e prolungato di opere di penitenza prima di ricevere la riconciliazione con la Chiesa.

Il sacramento si attua ormai in una maniera più segreta tra il penitente e il sacerdote.

Questa nuova pratica prevedeva la possibilità della reiterazione e apriva cosi la via a una frequenza regolare di questo sacramento.

Essa permetteva di integrare in una sola celebrazione sacramentale il perdono dei peccati gravi e dei peccati veniali.

È questa, a grandi linee, la forma di penitenza che la Chiesa pratica fino ai nostri giorni.

Il fondamento biblico

In nessun'epoca è venuta meno la certezza di una responsabilità da parte della comunità cristiana nei confronti di quanti, una volta accolta la parola giustificatrice della fede nel battesimo, sono "tornati" nella condizione del peccato.

L'attestazione di un'azione rituale riservata ai cristiani peccatori in ordine al perdono della colpa personale affiora a cominciare dal tempo apostolico.

Il ricordo più antico è fornito dalle lettere di Paolo, nelle quali l'accenno alla pratica penitenziale viene introdotto senza alcuna preoccupazione di legittimazione e di caratterizzazione ( 2 Ts 3,6-15; 1 Cor 5,1-13; 2 Cor 2,5-11 ).

Il fatto ne segnala l'accettazione pacifica da parte di coloro ai quali l'apostolo rivolge la sollecitazione a opporsi con estrema decisione contro il male ancora presente in ragione degli episodi particolarmente gravi di peccato denunciati.

La lotta contro il male entra a fare parte della testimonianza del fatto per cui, giacché Dio ha preso in Gesù l'iniziativa a favore dell'uomo, il cristiano deve annunciare e avviare il cambiamento del mondo, iniziando dalla sua propria esistenza.

All'origine dell'azione rituale della comunità cristiana sta il mandato di Gesù Cristo, il cui contenuto è esplicitato dai racconti evangelici con il ricorso alla coppia di termini "legare - sciogliere" ( Mt 18,15-18 ), "rimettere - ritenere" ( Gv 20,22-23 ).

Il significato delle espressioni è chiarito nel senso del compito affidato agli apostoli di dare continuità alla missione di Gesù, il quale sulla croce ha vinto definitivamente il potere del peccato sull'uomo, poiché ne ha smascherato la vanità e la menzogna.

Il peccato è contro l'uomo e pertanto il compito di opporsi al peccato è indirizzato alla comunità intera.

Già con il Nuovo Testamento resta precisata l'insostituibile originalità dell'intervento degli apostoli, come dimostra il brano di Matteo con la variazione del soggetto delle raccomandazioni di Gesù, giacché l'affermazione passa dal "tu" ( la comunità ) al "voi" ( gli apostoli ).

La conversione alla quale il battezzato divenuto peccatore è richiamato comporta il ricorso ai ministri della comunità.

Nella loro parola a riguardo del comportamento assunto è resa presente e operante quella verità sull'uomo e la sua condotta, che compete al solo giudizio divino, di cui la Croce è la manifestazione.

... nel Cristo

Per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose: è una delle interpretazioni che riferisce eis auton, « a sè », al Padre ( Rm 5,10; 2 Cor 5,18s ).

BJ traduce: « e per mezzo di lui riconciliare tutti gli esseri per lui »: per mezzo del Cristo e per il Cristo, in parallelismo con la fine del v 16

Le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli: questa riconciliazione universale congloba tutti gli spiriti celesti come tutti gli uomini.

Essa non significa la salvezza individuale di tutti, ma la salvezza collettiva del mondo con il suo ritorno all'ordine e alla pace, nella sottomissione perfetta a Dio.

Gli individui che non saranno entrati in questo ordine nuovo aprendosi spontaneamente alla grazia, vi entreranno per forza: Col 2,15; 1 Cor 15,24-25 ( gli spiriti celesti ); 2 Ts 1,8-9; 1 Cor 6,9-10; Gal 5,21; Rm 2,8; Ef 5,5 ( gli uomini ).

Col 1,20

Schedario biblico

Vocazione dei gentili C 19
Croce di Cristo B 93
Pace ( A. T. ) F 49
Pace ( N. T. ) F 50

Magistero

La riconciliazione, cioè la pace, diventa ogni giorno più una stringente necessità, una insorgente necessità.

Catechesi Paolo VI
17-10-1973

L'Anno Santo tende in primissima istanza a riconciliare gli uomini con Dio, noi credenti dapprima, e poi quanti uomini è possibile indurre a questo incontro salvifico e beatificante.

Per quanto misterioso e trascendente, e perciò ineffabile sia il Dio eterno principio dell'universo, Egli incombe sopra di noi, ci conosce, ci osserva, ci penetra, ci conserva continuamente; è il Padre della nostra vita.

Catechesi Paolo VI
31-10-1973

Riconciliazione nella Chiesa, con i figli della Chiesa, i quali senza dichiarare una loro rottura canonica, ufficiale, con la Chiesa sono tuttavia in uno stato anormale nei suoi riguardi; vogliono essere ancora in comunione con la Chiesa, e Dio volesse che davvero così fosse, ma in un atteggiamento di critica, di contestazione, di libero esame e di più libera polemica.

Catechesi Paolo VI
28-11-1973

Il problema della riconciliazione, considerato nella sua attualità storica e politica, presenta aspetti tuttora assai gravi, verso i quali, pur non lasciando nulla di intentato di quanto è in nostro potere, non siamo il più delle volte che dolenti spettatori, umanamente incapaci a porre adeguato rimedio alla loro drammaticità, ma, proprio per questo, tanto più impegnati nella preghiera per la loro rapida e pacifica soluzione.

Catechesi Paolo VI
10-4-1974

Sta il fatto che la parola « riconciliazione » fa parte essenziale dell'economia della redenzione; riguarda una necessità insostituibile della salvezza operata da Cristo

Catechesi Paolo VI
11-6-1975

Dio desidera per noi soltanto il bene e la vita; Egli provvede alla salute della nostra anima per mezzo dei suoi ministri, liberandoci dal male col Sacramento della Riconciliazione, affinché nessuno vada perduto, ma tutti abbiano modo di convertirsi.

Angelus Benedeto XVI
21-3-2010

La vera riconciliazione è che Dio in Cristo ha preso i nostri peccati e si è fatto peccato per noi.

E quando noi andiamo a confessarci, per esempio, non è che diciamo il peccato e Dio ci perdona.

Noi troviamo Gesù Cristo e gli diciamo: questo è tuo e io ti faccio peccato un'altra volta.

Meditazione Francesco
15-6-2013

Da popolo disgregato, composto da uomini isolati gli uni dagli altri, Gesù con il suo servizio « ci ha avvicinato tutti, ci ha fatto un solo corpo ».

E lo ha fatto riconciliandoci tutti in Dio.

Meditazione Francesco
21-10-2014

È « il Dio che perdona: il nostro Dio perdona, riconcilia, fa la nuova alleanza e perdona ».

Il Padre dunque « dimentica, perdona sempre, perdona tutto, fa festa quando perdona e dimentica, perché vuole riconciliare, vuole incontrarsi con noi ».

Meditazione Francesco
23-1-2015

Tanto che « quando noi parliamo di pace o di riconciliazione - piccole paci, piccole riconciliazioni - dobbiamo pensare alla grande pace e alla grande riconciliazione, quella che ha fatto Gesù ».

Meditazione Francesco
4-9-2015

Catechismo della Chiesa Cattolica

Gesù 433
I simboli della Chiesa 755
Verso l'unità 822
Il potere delle chiavi 981
Il banchetto pasquale 1383
Dio solo perdona il peccato 1442
La fedeltà dell'amore coniugale 1649
Gesù insegna a pregare 2608
come noi li rimettiamo ai nostri debitori 2844
Sacramento
« Prendete e mangiatene tutti »: la Comunione 1385
  1390
Il Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione 1422ss
La fedeltà dell'amore coniugale 1650
La gravità del peccato: peccato mortale e veniale 1856
Vita morale e Magistero della Chiesa 2040
Il rispetto della verità 2490
Comp. 200; 296; 310
v. Penitenza

Compendio della dottrina sociale

Dottrina sociale e società riconciliata 82
Vangelo, messaggio di riconciliazione 87
Gesù Cristo, Dio e uomo riconciliato 121; 491; 493
Solidarietà e riconciliazione 196
Riconciliazione e divorziati risposati 226
Peccato e riconciliazione 327
Colpevole e giustizia riconciliatrice 403

Dio e riconciliazione dell'uomo e del mondo

454
Pace e riconciliazione 492; 517
Riconciliazione, giustizia e verità 518
Riconciliazione e impegno sociale 539

Summa Teologica

... dei coniugi separati Spl q. 62, a. 6