Tradizione

Dal latino tràdere ( trans-dare, "dare in proseguimento" ), "consegnare", "affidare", "tramandare", designa la trasmissione del messaggio che Gesù affidò agli Apostoli, perché lo comunicassero alle successive generazioni.

Questo compito fu da loro eseguito in due modi:

1) oralmente, con la predicazione diretta, che essi, a loro volta, delegarono nel tempo ai vescovi quali loro continuatori;

2) per iscritto, con la stesura grafica operata da loro stessi ( Matteo e Giovanni ) o da loro interpreti ( Marco, portavoce di Pietro, e Luca, discepolo di Paolo ).

Queste redazioni evangeliche ( che erano essenzialmente istruzioni per il battesimo e l'Eucaristia ) toccarono però solo pochi punti essenziali di quanto Gesù aveva effettivamente detto:

Giovanni, ad esempio, attesta che Gesù si fermò per due giorni a parlare nel villaggio della samaritana ( Gv 4,40 ), ma di tutti quei discorsi non riferisce parola;

Matteo afferma che la folla, per la quale Gesù moltiplicò miracolosamente pani e pesci, era stata tre giorni ad ascoltarlo ( Mt 15,32 ), ma di quelle istruzioni non riporta nulla;

Marco ci comunica la meraviglia degli ascoltatori di Nazaret per le lezioni di Gesù ( Mc 6,1 ), ma non ce le trasmette.

Esiste dunque un grandissimo tesoro di insegnamenti di Gesù che gli Apostoli udirono, ma non trascrissero; certo non li trascurarono nella loro predicazione, che proseguì nei vescovi, dai quali, direttamente o per opera di ascoltatori, furono a mano a mano anch'essi trascritti, senza che perciò conservassero il sigillo ufficiale di "Sacra Scittura": sono la "tradizione".

L'insegnamento autentico di Gesù è costituito da entrambi i filoni, garantiti dalla Chiesa che ne ha ricevuto il mandato ( "Chi ascolta voi, ascolta me": Lc 10,16 ).

Il valore della tradizione, da sempre ammesso dalla concorde convinzione della Chiesa, fu negato solo dai protestanti: per Luterò la Bibbia contiene tutto e non c'è nulla da aggiungere, e per Calvino sola parola di Dio è la Scrittura.

Contro queste amputazioni arbitrarie ed eretiche definirono e confermarono il valore della tradizione il Concilio di Trento, il Vaticano I ed il Vaticano II, che vi dedicò l'apposita costituzione dogmatica "Sulla divina rivelazione", promulgata da Paolo VI il 18 novembre 1965.

In linguaggio corrente, è quell'insieme di conoscenze, atteggiamenti, simboli, istituzioni e fatti culturali che viene « tramandato » ( in latino: « traditio », da « tradere », « consegnare, tramandare » ) di generazione in generazione.

Nonostante il cambiamento del contenuto delle singole tradizioni, rimane il fatto che nessuna civiltà può vivere e svilupparsi senza una tradizione precedente che ne sostenga le sue basi.

Nel linguaggio teologico, la Tradizione è il processo per cui il contenuto della verità rivelata viene tramandato alle diverse generazioni e ambientazioni culturali, assumendo parole e forme diverse pur nella continuità del nucleo.

La Tradizione è così molto superiore alle « tradizioni », le quali sono mutevoli e soggette ad essere cambiate; essa è come una caratteristica di fondo del Cristianesimo, quella cioè di essere una fede tramandata.

Con la parola « Tradizione » si designano anche quelle verità cristiane che non sono esplicitamente fissate nella Scrittura, ma che tuttavia sono valide e preziose per ogni generazione.

Esempio interessante di Tradizione è l'elenco stesso dei libri canonici della Scrittura, elenco fissato non nel momento stesso del sorgere materiale di quei libri, ma verso il 150-180 d.C., e stabilito valido per tutta la Chiesa d'Oriente e d'Occidente, per indicare quali libri dovevano essere letti nelle assemblee liturgiche ( canone ).

La Chiesa riconosce come sorgente della Tradizione la vicenda di Gesù: vita, morte e risurrezione; come sua anima lo Spirito Santo.

La radice in Gesù assicura solidità alla Tradizione, la potenza dello Spirito la sostiene nel tempo e ne rinnova l'agilità.

Tra i due aspetti vi è tensione ma anche intrinseca continuità: essi si custodiscono a vicenda.

Così la Tradizione cristiana è compatta e plurale al tempo stesso.

Il senso della tradizione cristiana è di custodire il dono divino che è alla sua origine: il Vangelo, la buona notizia che Dio ci ha salvato e norma per essere fedeli a questo dono; i frutti dello Spirito Santo; la convocazione della Chiesa e la sua missione universale.

Gesù a sua volta si innesta sulle tradizioni di Israele, che però trasfigura, inaugurando un Nuovo Testamento.

Già s. Paolo dimostra premura per la fedeltà della Tradizione: egli attesta di trasmettere quanto a sua volta ha ricevuto a riguardo sia del fatto e del significato della morte e risurrezione di Gesù, sia della cena eucaristica, che la Chiesa celebra a partire dal gesto e dal comando del Signore ( 1 Cor 15,3; 1 Cor 11,23 ).

Il criterio della fedeltà della Tradizione viene identificato tra il I e il II sec. nella comunione dei vescovi e delle Chiese locali nell'identica testimonianza e nel canone ( elenco autorevole ) delle Sacre Scritture dell'Antico e del Nuovo Testamento.

La Tradizione cristiana si esprime attraverso tradizioni.

Il plurale indica forme storiche di diverso peso e stabilità, fuori delle quali la Tradizione sarebbe impossibile e irreale, ma nelle quali essa non si esaurisce e non si lascia ingabbiare.

Tradizioni sono prassi consolidate ( liturgia, relazioni umane, costume ), come anche formule dottrinali e preghiere.

Alla contestazione di molte tradizioni da parte protestante, il concilio di Trento rispose riconoscendo genuinità evangelica pari a quella delle Scritture alle tradizioni, di origine apostolica ( non quindi a ogni tradizione ecclesiastica posteriore, per quanto solida e buona ).

In realtà alla critica storica non risultano tradizioni che risalgano alle origini della Chiesa se non dal Nuovo Testamento.

Ma la maturazione del senso storico in epoca moderna portò presto a riflettere sul rapporto fra tradizioni e Tradizione.

Nel processo globale della Tradizione fu vista l'autorità che il dogma di Trento aveva riconosciuta alle tradizioni extrabibliche risalenti alle origini della Chiesa.

La Tradizione apostolica si custodisce fedele attraverso le mutevoli tradizioni ecclesiastiche.

Tradizione e Scrittura così non rimangono contrapposte ( protestantesimo ), ne giustapposte ( cattolicesimo della Controriforma ), ma inseparabili in un unico processo di trasmissione del Vangelo, nel quale "la Chiesa attinge la sua certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Sacra Scrittura" ( costituzione del concilio Vaticano II Dei Verbum, 9 ).

La Bibbia da parte sua è norma suprema e sorgente perenne per la fede, il culto, la vita tutta della Chiesa, anima della teologia, alimento spirituale dei credenti.

Il concilio Vaticano II, come insegna che la Rivelazione divina ebbe luogo "in fatti e parole intrinsecamente connessi" ( Dei Verbum, 2 ), così riconosce la Tradizione nella Chiesa intera e nel complesso dei modi in cui si esprime, esemplificati nella triade "dottrina, vita, culto".

Analogamente la comunicazione della fede si serve con naturalezza di molti documenti oltre a quello principe che è la Bibbia.

La loro diversa destinazione, funzione e autorità, la pluralità dei loro linguaggi pongono il compito di un'incessante interpretazione, grazie alla quale la Tradizione rimane viva.

La Tradizione, come impegna all'ascolto del passato, implica anche il mandato di trasmettere il Vangelo a tutte le genti e le generazioni, in comune responsabilità, secondo gli specifici doni di cui ciascun fedele è portatore.

Memoria e tradizione

La memoria è un'espressione della storicità dell'esistenza: riprende il filo del passato non per trascriverlo con esattezza, ma per farne il fondamento di una consapevole decisione che si spinge verso il futuro.

Questo recupero del passato da alla persona, per un verso, il senso della continuità: mantiene saldi una visione del mondo e un codice di valori entro cui collocare il mutare della vita; per un altro verso, questo recupero del passato, lungi dal ridursi a ricordo nostalgico, si svela capace di incorporare le esigenze del presente e le sue istanze di rinnovamento.

Come ogni realtà umana, anche l'esistenza cristiana e la vita ecclesiale ha una sua memoria; ha memoria non solo della propria storia, ma soprattutto della sua singolare origine.

Al sua principio sta l'autorità rivelante del Dio di Gesù da cui trae ogni sua vitalità.

Accogliere e trasmettere quell'evento autorevole è il senso della memoria della Chiesa: mantenuta salda dallo Spirito che attualizza la salvezza originaria, questa memoria credente prende il nome di Tradizione.

Dei Verbum n. 8 identifica la Tradizione con la realtà viva e con la missione della Chiesa: questa, infatti, trasmette "a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede".

Attraverso la Tradizione, lo Spirito ricorda alla comunità che il patrimonio di fede che la costituisce non è frutto soltanto della coscienza umana, ma è dono di Dio.

Assimilare e salvaguardare la Tradizione di fede è il compito della Chiesa: questo non esclude l'apporto di una ragione animata dalla fede o la responsabilità attiva dei credenti.

Sarà il tradizionalismo, nella seconda metà del XIX sec. a esprimere una radicale diffidenza verso la ragione e a presentare la Tradizione come l'unica maniera di accedere alla conoscenza della verità.

Nel nostro tempo, un tempo di profondi cambiamenti, la memoria non può essere disgiunta dalla responsabilità personale: ha il compito di collegare obiettivamente la fede all'evento di salvezza, perché viva di esso.

Senza la memoria, senza la Tradizione, non ci sarebbe autentica vita cristiana.

Ben Sira non ignora che la sapienza è problema di tradizione e che nel passato, in Israele come in Egitto, essa era patrimonio del funzionario, in quanto costituiva per lui l'« arte di servire i grandi ».

Sir 8,8-9

La tradizione orale che, sotto il pretesto di far osservare la legge scritta, la rendeva più pesante.

I rabbini la facevano risalire, attraverso gli « anziani », a Mosè

Mt 15,2

La parola è dapprima « ricevuta » ( 1 Ts 4,1; 2 Ts 3,6; 1 Cor 11,23; 1 Cor 15,1.3; Gal 1,9; Fil 4,9; Col 2,6 ), cioè ascoltata ( Rm 10,17+; Ef 1,13; At 15,7 ), poi, penetrando fino al cuore ( Rm 10,8-10 ), è « accolta » ( 1 Ts 1,6; 2 Ts 2,10; 2 Cor 11,4; At 8,14; Mc 4,20 ), cioè l'uditore riconosce che Dio parla per mezzo del suo inviato ( 1 Ts 4,1s; 2 Cor 3,5; 2 Cor 13,3 ).

Opera: o forse « è resa attiva », poiché Dio agisce nei credenti per mezzo della sua parola ( 1 Ts 1,8; 2 Ts 3,1; Eb 4,12 ).

1 Ts 2,13

Della nostra parola come dalla nostra lettera: le tradizioni insegnate da Paolo durante il suo soggiorno o per iscritto dopo la sua partenza ( 2 Ts 2,2.5; 2 Ts 3,6; 1 Ts 3,4; 1 Ts 4,2.6; 1 Ts 5,27 ) comprendono nel messaggio evangelico ( 1 Ts 2,13+ ), i principi direttivi della vita cristiana ( 1 Ts 4,1; 1 Cor 11,2.23-25 ).

2 Ts 2,15

La « tradizione », trasmissione del « deposito » ( 1 Tm 6,20+ ), qui è ripresa al vivo, con quattro anelli successivi.

2 Tm 2,2

Schedario biblico

Scrittura e tradizione C 61
Tradizione C 62

Magistero

E diventa poi difficile là dove si deve distinguere ciò ch'è irrinunciabile nella vasta eredità della tradizione, da ciò ch'è prezioso, ma per sé non necessario alla consistenza costituzionale della Chiesa e alla sua autentica vitalità; e da ciò ch'è abituale, ma di discutibile valore, e infine da ciò che proviene dal passato, ed è vecchio superfluo, nocivo, e quindi meritevole di rinuncia e forse di coraggiosa riforma.

Catechesi Paolo VI
5-11-1969

La tradizione, quella vera, è una radice, non un vincolo; è un patrimonio insostituibile, un alimento, una risorsa, una coerenza vitale.

Catechesi Paolo VI
7-8-1974

La Sacra Scrittura dell'antico e del nuovo Testamento e la sacra Tradizione contengono tale messaggio, la cui comprensione progredisce nella Chiesa sotto l'assistenza dello Spirito Santo.

Questa stessa Tradizione fa conoscere il canone integrale dei Libri sacri e li rende rettamente comprensibili e operanti, così che Dio, il quale ha parlato ai Patriarchi e ai Profeti, non cessa di parlare alla Chiesa e, per mezzo di questa, al mondo ( cfr n. 8 ).

Angelus Benedetto XVI
6-11-2005

Concilio Ecumenico Vaticano II

Con la Sacra Scrittura, specchio nel quale la Chiesa contempla Dio Dei verbum 7
La ... di origine apostolica, necessità, contenuto, progresso, vivificante presenza della ... nella Chiesa, fa conoscere il Canone della Sacra Scrittura, fa comprendere la Sacra Scrittura e la rende operante, con la ... Dio parla alla Chiesa, introduce i credenti alla pienezza della verità e in essi fa risiedere la parola di Cristo Dei verbum 8
... e Sacra Scrittura: strettamente congiunte e comunicanti, hanno la stessa origine, sono in certo modo una cosa sola e hanno lo stesso fine; la parola di Dio trasmessa integralmente dalla ..., la Chiesa attinge la certezza delle cose rivelate non dalla sola Scrittura Dei verbum 9
... e interpretazione della Sacra Scrittura Dei verbum 12
  Dei verbum 21
... Sacra Scrittura, Chiesa e Magistero: ... e Sacra Scrittura un solo sacro deposito affidato alla Chiesa; l'interpretazione autentica di esso spetta solo al Magistero, non superiore ma a servizio della ...; ... scrittura e Magistero non sussistono indipendentemente Dei verbum 10
  Unitatis redintegratrio 12
Fedeltà del Concilio agli insegnamenti della ... Sacrosanctum concilio 4
  Lumen gentium 14
  Dignitatis huamanae 1
Dottrina della ... su Maria Lumen gentium 55
sull'Ordine Sacro Lumen gentium 21
  Ad gentes 16
sulla vera unità della Chiesa Unitatis redintegratrio 3
... e riesame della verità rivelata per un incontro con le varie culture Gaudium et spes 22
La ... è manifestata e custodita in tutto il mondo dai Vescovi Lumen gentium 20
I documenti della ... alimentino le meditazioni dei sacerdoti Presbyterorum ordinis 19
Nelle Chiese orientali risplende la ... apostolica, di cui esse sono testimoni viventi Orientalium ecclesiarum 1
Importanza del patrimonio dei fratelli separati orientali per la custodia della integra ... Unitatis redintegratrio 15
le autentiche ... teologiche orientali nutrite dalla viva ... Unitatis redintegratrio 17
v. Padri; Rivelazione; Scrittura Sacra

Catechismo della Chiesa Cattolica

La Tradizione apostolica 75ss
Comp. 11-14; 17; 19; 20; 32; 557-566
... Apostolica Comp. 12
... liturgica Comp. 19

Rinnovamento Catechesi

cresce nella pazienza e nella speranza 2
La Chiesa è discepola e testimone di tutta la parola di Dio 14
Il nucleo centrale della catechesi è Gesù Cristo 57
Intenzioni e limiti del presente documento 81
La Rivelazione trasmessa nella Chiesa della parola viva della Tradizione 104
Come va usata e interpretata la Scrittura 107
Perennità e contenuto della Tradizione apostolica 109-111
La storia della Chiesa e dei popoli 112
La liturgia, fonte di catechesi 113
I problemi della catechesi a livello diocesano 146
La consuetudine con i testi della divina Rivelazione 164
I genitori e i padrini 195