Genesi

Capitolo 22

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Il sacrificio di Isacco

1 Dopo queste cose, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: « Abramo, Abramo! ».
Rispose: « Eccomi! ».
Sap 10,5
Sir 44,20
Eb 11,17s
Gc 2,21-22
2 Riprese: « Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va' nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò ».
Gen 31,11
Gen 46,2
Es 3,4
1 Sam 3,4s
3 Abramo si alzò di buon mattino, sellò l'asino, prese con sé due servi e il figlio Isacco, spaccò la legna per l'olocausto e si mise in viaggio verso il luogo che Dio gli aveva indicato.
4 Il terzo giorno Abramo alzò gli occhi e da lontano vide quel luogo.
5 Allora Abramo disse ai suoi servi: « Fermatevi qui con l'asino; io e il ragazzo andremo fin lassù, ci prostreremo e poi ritorneremo da voi ».
6 Abramo prese la legna dell'olocausto e la caricò sul figlio Isacco, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme.
Gv 19,17
7 Isacco si rivolse al padre Abramo e disse: « Padre mio! ».
Rispose: « Eccomi, figlio mio ».
Riprese: « Ecco qui il fuoco e la legna, ma dov'è l'agnello per l'olocausto? ».
8 Abramo rispose: « Dio stesso provvederà l'agnello per l'olocausto, figlio mio! ».
Proseguirono tutti e due insieme;
9 così arrivarono al luogo che Dio gli aveva indicato; qui Abramo costruì l'altare, collocò la legna, legò il figlio Isacco e lo depose sull'altare, sopra la legna.
10 Poi Abramo stese la mano e prese il coltello per immolare suo figlio.
Gc 2,21
11 Ma l'angelo del Signore lo chiamò dal cielo e gli disse: « Abramo, Abramo! ».
Rispose: « Eccomi! ».
12 L'angelo disse: « Non stendere la mano contro il ragazzo e non fargli alcun male!
Ora so che tu temi Dio e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio ».
13 Allora Abramo alzò gli occhi e vide un ariete impigliato con le corna in un cespuglio.
Abramo andò a prendere l'ariete e lo offrì in olocausto invece del figlio.
Es 20,20
Dt 6,2+
Gv 3,16
1 Gv 4,9
Rm 8,32
Eb 11,17
14 Abramo chiamò quel luogo: « Il Signore provvede », perciò oggi si dice: « Sul monte il Signore provvede ».
15 Poi l'angelo del Signore chiamò dal cielo Abramo per la seconda volta
16 e disse: « Giuro per me stesso, oracolo del Signore: perché tu hai fatto questo e non mi hai rifiutato tuo figlio, il tuo unico figlio,
17 io ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza, come le stelle del cielo e come la sabbia che è sul lido del mare; la tua discendenza si impadronirà delle città dei nemici.
Gen 12,2
Gen 15,5
Gen 16,10
Gen 32,13
Gen 24,60
Is 14,12
18 Saranno benedette per la tua discendenza tutte le nazioni della terra, perché tu hai obbedito alla mia voce ».
Gen 12,3+
19 Poi Abramo tornò dai suoi servi; insieme si misero in cammino verso Bersabea e Abramo abitò a Bersabea.

La discendenza di Nacor

20 Dopo queste cose, ad Abramo fu portata questa notizia: « Ecco Milca ha partorito figli a Nacor tuo fratello ».
21 Uz, il primogenito, e suo fratello Buz e Kamuèl il padre di Aram
22 e Chesed, Azo, Pildas, Idlaf e Betuèl;
23 Betuèl generò Rebecca; questi otto figli partorì Milca a Nacor, fratello di Abramo.
Gen 24,15
Gen 25,20
Gen 28,2
24 Anche la sua concubina, chiamata Reuma, partorì figli: Tebach, Gacam, Tacas e Maaca.
Indice

Abbreviazioni
22,1-19 Sacrificio di Isacco
È la "prova" suprema della fede di Abramo: il figlio non gli appartiene, ma è frutto della promessa e Dio si manifesta come colui che vuole la vita dell'uomo e chiede ascolto e fede.
Una delle applicazioni più immediate del brano dovette essere il rifiuto dei sacrifici umani.
Perché Dio chiese ad Abramo di sacrificare suo figlio Isacco?
Il racconto è comunemente attribuito alla corrente elohista, ma raccoglie elementi jahvisti: vv 11.14.15-18 e il nome Morijja nel v 2.
All'origine può esservi un racconto di fondazione di santuario israelita dove, a differenza dei santuari cananei, non si offrivano vittime umane.
Il racconto attuale giustifica la prescrizione rituale del riscatto dei primogeniti di Israele: questi, come tutte le primizie, appartengono a Dio; però non devono essere sacrificati ma riscattati ( Es 13,11 ).
Il racconto implica dunque la condanna, pronunziata più volte dai profeti, dei sacrifici di fanciulli ( vedere Lv 18,21+ ).
Vi aggiunge una lezione spirituale più alta: l'esempio della fede di Abramo che trova qui il suo punto culminante.
I Padri hanno visto nel sacrificio di Isacco la figura della passione di Gesù, il Figlio unico.
22,2 Il monte Mòria in 2 Cr 3,1 è identificato con il luogo dove sorge il tempio di Gerusalemme.
2 Cr 3,1 identifica Morijja con la collina dove si eleverà il tempio di Gerusalemme.
La tradizione posteriore ha adottato questa localizzazione, ma il testo parla di un paese di Morijja il cui nome non appare altrove; il luogo del sacrificio resta sconosciuto.
22,9 Legò suo figlio Isacco: aqedah, cioè "legatura", è la denominazione con cui l'ebraismo indica questa prova di Abramo.
22,14 Sul monte il Signore provvede: con i LXX; il TM ha: « sul monte di Jahve egli appare ».
Il testo della fine del v è incerto.
22,16 tuo figlio, il tuo unigenito ( vedi anche v. 2 ): è diventato, nella traduzione greca dei LXX "il tuo figlio amato", espressione che nei vangeli viene riferita a Gesù dalla voce celeste ( Mc 1,11 e paralleli ).
Il verbo risparmiare viene poi applicato da Paolo a Dio Padre che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato ( Rm 8,32 ).
22,17 città: cioè della loro città, come interpreta il greco, cf. Gen 24,60. BJ con il TM ha: « porta ».
22,20-24 Discendenza di Nacor
Lista jahvista delle tribù aramee, unite ai dodici « figli » di Nacor ( Gen 11,29; cf. i dodici figli di Ismaele, Gen 25,13, e di Giacobbe, Gen 29,32-30,24; Gen 35,22s).
Una tradizione diversa è data in Gen 10,23.