Genesi

Capitolo 11

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

La torre di Babele

1 Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole.
Sap 10,5
At 2,5-12
Ap 7,9s
2 Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in un pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono.
3 Si dissero l'un l'altro: « Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco ».
Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento.
4 Poi dissero: « Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra ».
Sir 40,19
5 Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo.
6 Il Signore disse: « Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile.
Gen 3,22
7 Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro ».
8 Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città.
9 Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra.
Ger 51,53
Is 14,12s
Gv 11,52
Gv 10,16

I patriarchi postdiluviani

10 Questa è la discendenza si Sem: Sem aveva cento anni quando generò Arpacsad, due anni dopo il diluvio;
1 Cr 1,17-27
11 Sem, dopo aver generato Arpacsad, visse cinquecento anni e generò figli e figlie.
12 Arpacsad aveva trentacinque anni quando generò Selach;
13 Arpacsad, dopo aver generato Selach, visse quattrocentotre anni e generò figli e figlie.
14 Selach aveva trent'anni quando generò Eber;
15 Selach, dopo aver generato Eber, visse quattrocentotre anni e generò figli e figlie.
16 Eber aveva trentaquattro anni quando generò Peleg;
17 Eber, dopo aver generato Peleg, visse quattrocentotrenta anni e generò figli e figlie.
18 Peleg aveva trent'anni quando generò Reu;
19 Peleg, dopo aver generato Reu, visse duecentonove anni e generò figli e figlie.
20 Reu aveva trentadue anni quando generò Serug;
21 Reu, dopo aver generato Serug, visse duecentosette anni e generò figli e figlie.
22 Serug aveva trent'anni quando generò Nacor;
23 Serug, dopo aver generato Nacor, visse duecento anni e generò figli e figlie.
24 Nacor aveva ventinove anni quando generò Terach;
25 Nacor, dopo aver generato Terach, visse centodiciannove anni e generò figli e figlie.
26 Terach aveva settant'anni quando generò Abram, Nacor e Aran.

La discendenza di Terach

27 Questa è la posterità di terach: Terach generò Abram, Nacor e Aran: Aran generò Lot.
28 Aran poi morì alla presenza di suo padre Terach nella sua terra natale, in Ur dei Caldei.
29 Abram e Nacor si presero delle mogli; la moglie di Abram si chiamava Sarai e la moglie di Nacor Milca, ch'era figlia di Aran, padre di Milca e padre di Isca.
Gen 22,20-23
30 Sarai era sterile e non aveva figli.
Gen 16,1
Gen 17,19-21
31 Poi Terach prese Abram, suo figlio, e Lot, figlio di Aran, figlio cioè del suo figlio, e Sarai sua nuora, moglie di Abram suo figlio, e uscì con loro da Ur dei Caldei per andare nel paese di Canaan. Arrivarono fino a Carran e vi si stabilirono.
32 L'età della vita di Terach fu di duecentocinque anni; Terach morì in Carran.
Indice

11,1-26 La torre di Babele e nuova genealogia ( 11,1-26 )
Il nome Babele ( Babilonia ) significa "porta di Dio", ma viene interpretato come sinonimo di "confusione".
La storia della torre diventa emblema di quella arroganza religioso-politica che vorrebbe imporre a tutti il proprio potere, ma alla fine genera confusione e dispersione; la diversità dei popoli appare così come "divisione", frutto negativo di quella arroganza.
c 11 Questo racconto jahvista dà un'altra spiegazione della diversità dei popoli e delle lingue.
Essa è il castigo di una colpa collettiva che, come quella dei progenitori ( Gen 3 ), è ancora una colpa di superbia ( cf. v 4 ).
L'unione sarà restaurata solo nel Cristo salvatore: miracolo delle lingue a pentecoste ( At 2,5-12 ), assemblea delle nazioni in cielo ( Ap 7,9-10 ).
11,2 Sinar indica la Mesopotamia.
Sennaar: Babilonia ( cf. Gen 10,10; Is 11,11; Dn 1,2 ).
11,4 La tradizione si è riferita alle rovine di una di queste alte torri a piani, che si costruivano in Mesopotamia come simbolo della montagna sacra e come luogo di riposo della divinità.
I costruttori vi avrebbero cercato un mezzo per incontrare il loro Dio.
Ma lo jahvista vi vede l'impresa di un orgoglio insensato.
Questo tema della torre si combina con quello della città: è una condanna della civiltà urbana in quanto « prometeica » ( cf. Gen 4,17+ ).
11,5 Come poté Dio discendere sulla terra se era già qui?
11,9 Babele è spiegata dalla radice bll « confondere ».
Il nome di Babele significa in realtà « porta del dio ».
11,10 I vv 10-27 e 31-32 riprendono la tradizione sacerdotale, abbandonata da Gen 10,32.
È il seguito della genealogia del c 5.
L'orizzonte si restringe agli ascendenti diretti di Abramo.
11,12 Chi era il padre di Sela?
11,26-12,4 Abramo veramente partì da Caran dopo la morte di suo padre?
11,27-25,18 Abramo ( 11,27-25,18 )
La vicenda di Abramo rappresenta l'inizio di una storia nuova: quella di una umanità che risponde a Dio nella fede.
Modello di fede, Abramo rappresenta la vita come obbedienza, attesa, cammino ( vedi Eb 11,8-19 ).
Tutta la storia di Abramo è dominata dalla promessa.
11,27-12,9 Genealogia e migrazione
Si dà inizio alla storia di Abramo presentando, attraverso una genealogia, i diversi personaggi e le prime tappe di un viaggio: da Ur ( nell'attuale Iraq ) a Carran verso nord, per poi piegare a sud-ovest verso Canaan.
Le vie antiche evitano il deserto siriano descrivendo questo arco.
11,27 La storia della stirpe eletta sta per incominciare e il quadro genealogico si precisa per presentare gli antenati di tutta la razza.
Abram e Sarai i cui nomi saranno cambiati in Abramo e Sara ( Gen 17,5.15), e anche Nacor, il nonno di Rebecca ( Gen 24,24 ), e Lot, l'antenato dei moabiti e degli ammoniti ( Gen 19,30-38 ).
I vv 28-30 sono di tradizione jahvista.
11,31 uscì con loro: BJ traduce con le versioni: « li fece uscire »; il TM ha: « uscirono con loro ».
- Prima migrazione sulla strada della terra promessa.
Ur dei Caldéi è nella bassa Mesopotamia.
Carran è a nord-ovest della Mesopotamia.
La storicità di questa prima migrazione è discussa.
Essa però è attestata da tradizioni antiche ( Gen 11,28 e Gen 15,7 ), redatte in un'epoca in cui Ur era caduta nell'oblio.
Essa era invece un centro importante all'inizio del II millennio e aveva già legami religiosi e commerciali con Carran.
Bisogna almeno riconoscere la possibilità di questa prima migrazione: solo la menzione dei caldei sarebbe una precisazione aggiunta in epoca neo-babilonese.
11,32 duecentocinque anni: soltanto 145 secondo sam.; Abramo ha abbandonato Carran solo alla morte di suo padre. ( cf. 11.26; Gen 12,4; At 7,4 ).