Proverbi

Capitolo 30

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

VI. Detti di Agur

1 Detti di Agùr figlio di Iakè, da Massa. Dice quest'uomo: Sono stanco, o Dio, sono stanco, o Dio, e vengo meno,
Pr 31,1
2 perché io sono il più ignorante degli uomini e non ho intelligenza umana;
3 non ho imparato la sapienza e ignoro la scienza del Santo.
4 Chi è salito al cielo e ne è sceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno?
Chi ha racchiuso le acque nel suo mantello?
Chi ha fissato tutti i confini della terra?
Come si chiama? Qual'è il nome di suo figlio, se lo sai?
Gv 3,13
Gb 38-39
Sir 1,2-3
5 Ogni parola di Dio è appurata; egli è uno scudo per chi ricorre a lui.
Sal 18,31
2 Sam 22,31
6 Non aggiungere nulla alle sue parole, perché non ti riprenda e tu sia trovato bugiardo.
7 Io ti domando due cose, non negarmele prima che io muoia:
8 tieni lontano da me falsità e menzogna, non darmi né povertà né ricchezza; ma fammi avere il cibo necessario,
Sal 119,29
Mt 6,11
9 perché, una volta sazio, io non ti rinneghi e dica: « Chi è il Signore? », oppure, ridotto all'indigenza, non rubi e profani il nome del mio Dio.
Dt 6,12
Dt 32,15
Lv 5,21
10 Non calunniare lo schiavo presso il padrone, perché egli non ti maledica e tu non ne porti la pena.
Fm 8.20
11 C'è gente che maledice suo padre e non benedice sua madre.
Es 21,17
12 C'è gente che si crede pura, ma non si è lavata della sua lordura.
13 C'è gente dagli occhi così alteri e dalle ciglia così altezzose!
14 C'è gente i cui denti sono spade e i cui molari sono coltelli, per divorare gli umili eliminandoli dalla terra e i poveri in mezzo agli uomini.
Gb 19,22
Is 9,11

VII. Proverbi numerici

15 La sanguisuga ha due figlie: « Dammi! Dammi! ». Tre cose non si saziano mai, anzi quattro non dicono mai: « Basta! »:
16gli inferi, il grembo sterile, la terra mai sazia d'acqua e il fuoco che mai dice: « Basta! ».
Nm 16,33+
Pr 27,20
Gen 30,1
17 L'occhio che guarda con scherno il padre e disprezza l'obbedienza alla madre sia cavato dai corvi della valle e divorato dagli aquilotti.
Pr 19,26+
18 Tre cose mi sono difficili, anzi quattro, che io non comprendo:
19 il sentiero dell'aquila nella aria, il sentiero del serpente sulla roccia, il sentiero della nave in alto mare, il sentiero dell'uomo in una giovane.
Sap 5,10-12
20 Tale è la condotta della donna adultera: mangia e si pulisce la bocca e dice: « Non ho fatto niente di male! ».
21 Per tre cose freme la terra, anzi quattro cose non può sopportare:
Qo 10,5-7
22 uno schiavo che diventi re, uno stolto che abbia viveri in abbondanza,
Pr 19,10
23 una donna già trascurata da tutti che trovi marito e una schiava che prenda il posto della padrona.
Gen 16,3-6
24 Quattro esseri sono fra le cose più piccole della terra, eppure sono i più saggi dei saggi:
25 le formiche, popolo senza forza, che si provvedono il cibo durante l'estate;
Pr 6,6-8
26 gli ìraci, popolo imbelle, ma che hanno al tana sulle rupi;
27 le cavallette, che non hanno un re, eppure marciano tutte insieme schierate;
28 la lucertola, che si può prendere con le mani, ma penetra anche nei palazzi dei re.
29 Tre esseri hanno un portamento maestoso, anzi quattro sono eleganti nel camminare:
30 il leone, il più forte degli animali, che non indietreggia davanti a nessuno;
31 il gallo pettoruto e il caprone e un re alla testa del suo popolo.
32 Se ti sei esaltato per stoltezza e se poi hai riflettuto, mettiti una mano sulla bocca,
33 poiché, sbattendo il latte ne esce la panna, premendo il naso ne esce il sangue, spremendo la collera ne esce la lite.
Indice

Abbreviazioni
30,1-31,9 Insegnamenti di altri saggi
Nei capitoli 30-31 confluisce altro materiale proveniente dal patrimonio della letteratura sapienziale dei popoli del Vicino Oriente antico, come sembrano indicare i nomi dei personaggi sulle cui labbra sono poste queste massime
( Agur, figlio di Iakè, da Massa e Lemuèl, re di Massa, Pr 30,1 e Pr 31,1 ).
30,1-14 Insegnamenti di Agur
Questa breve serie di massime ricorda l'insegnamento dei saggi racchiuso
in Pr 22,17-24,34.
30,1 Agur: è personaggio sconosciuto;
Massa è il nome di una tribù dell'Arabia settentrionale ( Gen 25,14 ):
gli Arabi erano rinomati per la loro sapienza.
Ma la versione è incerta.
Alcuni intendono la parola ebraica Massa non come nome di tribù, ma nel senso di "oracolo" ( o anche "carico", "peso" ).
I LXX collocano i vv. 1-30 all'interno del c. 24: vv. 1-14 dopo Pr 24,22;
vv. 15-33 dopo Pr 24,34.
Chi scrisse il libro dei Proverbi?
da Massa: ha-massa'î, conget.; il TM ha: « l'oracolo », ha-massa'.
Su Massa, cf. Pr 31,1+.
La volg. non ha ritenuto questo termine come nome proprio e interpreta così il titolo: « parole di colui che raccoglie, figlio di colui che vomita ».
- sono stanco … vengo meno: interpretazione incerta di un testo mal trasmesso.
BJ con il TM legge: « per Iteel, per Iteel e per Ukar »;
i LXX traducono: « queste cose dice l'uomo a coloro che credono in Dio, e cesso »;
la volg. ha: « visione pronunciata dall'uomo col quale è Dio e che, avendo con sè Dio, è stato confortato ».
30,3 Santo: il TM alla lettera: « dei saggi » o « dei santi » ( con il plurale maiestatico ), cioè di Dio.
30,14 agli uomini: non appare chiaramente se si deve applicare questa descrizione a una determinata categoria, nazione o classe.
30,15-33 Proverbi numerici
Alcune massime ritmate sul gioco dei numeri erano già presenti in Pr 6,16-19.
Si tratta di un espediente letterario, con il quale si cercava di favorire la memoria.
Era già conosciuto dalle antiche popolazioni cananee, come documenta l'opera Storia e massime di Achikàr ( risalente al V sec. ).
30,15 Il « proverbio numerico » ha della massima, dell'enigma e del paragone.
Questa forma letteraria è presente nella letteratura ebraica, sebbene in modo ancora imperfetto, già dall'epoca profetica ( Am 1,3.6.9.11.13; Is 17,6;
Mi 5,4; cf. Sal 62,12s ), e riappare in tutta la letteratura sapienziale ( Pr 6,16s e qui Pr 30,15-33; Gb 5,19; Gb 40,5; Qo 11,2; Qo 4,12 (?); Sir 23,16s; Sir 25,7;
Sir 26,5-7.28; Sir 50,25; cf. Sir 25,1-2 ).
La breve raccolta di Pr 30,15-33 mostra un interesse particolare per le meraviglie della natura e per le abitudini degli animali.
30,19 il sentiero dell'uomo in una giovane: non si tratta di profferte amorose, ma del mistero dell'unione coniugale e della procreazione.
30,20 mangia e si pulisce la bocca: la frase può essere compresa nel significato di darsi al piacere.
Questo versetto sembra essere una glossa maldestra dei due precedenti.
30,24 dei saggi: con le versioni; il TM ha: « formati alla sapienza ».
30,26 iràci: sono piccoli mammiferi simili alla marmotta che vivono tra le rocce e difficilmente avvicinabili ( cf. Sal 104,18; Lv 11,5 ).
30,31 Traduzione probabile del TM; nei LXX si legge: « Il gallo che aggredisce pettoruto le galline; il caprone che guida al pascolo e un re alla testa del suo popolo ».
All'inizio del v, invece di « gallo » ( secondo la versione araba ),
è stato proposto « cicala » ( secondo l'accadico ), oppure « cavallo, zebra, levriero ».