1 Maccabei

Capitolo 4

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

La battaglia di Emmaus

1 Gorgia prese allora cinquemila uomini e mille cavalli scelti e si levò il campo di notte
2 Mac 8,23-29
2 per sorprendere il campo dei Giudei e annientarli all'improvviso; gli uomini dell'Acra gli facevano da guida.
1 Mac 1,33
3 Ma Giuda lo venne a sapere e mosse anche lui con i suoi valorosi per assalire le forze del re che sostavano in Emmaus,
4 mentre i soldati erano ancora dispersi fuori del campo.
5 Gorgia giunse al campo di Giuda di notte e non vi trovò nessuno; li andava cercando sui monti dicendo: « Costoro ci sfuggono ».
6 Fattosi giorno, Giuda apparve nella pianura con tremila uomini; non avevano però né corazze né spade come avrebbero voluto.
7 Videro l'accampamento dei pagani difeso e fortificato e la cavalleria disposta intorno e tutti esperti nella guerra.
8 Ma Giuda disse ai suoi uomini: « Non temete il loro numero, né abbiate paura dei loro assalti;
9 ricordate come i nostri padri furono salvati nel Mare Rosso, quando il faraone li inseguiva con l'esercito.
10 Alziamo la nostra voce al Cielo, perché ci usi benevolenza e si ricordi dell'alleanza con i nostri padri e voglia sconfiggere questo schieramento davanti a noi oggi;
1 Mac 2,21+
11 si accorgeranno tutti i popoli che c'è uno che riscatta e salva Israele ».
12 Gli stranieri alzarono gli occhi e videro che quelli venivano loro incontro;
13 così uscirono dagli accampamenti per dar battaglia.
Gli uomini di Giuda diedero fiato alle trombe
14 e attaccarono.
I pagani furono sconfitti e fuggirono verso la pianura,
15 ma quelli che erano più indietro caddero tutti uccisi di spada.
Li inseguirono fino a Ghezer e fino alle pianure dell'Idumea e di Asdod e di Iamnia; ne furono uccisi circa tremila.
16 Quando Giuda e i suoi armati tornarono dal loro inseguimento,
17 egli disse alla sua gente: « Non siate avidi delle spoglie, perché ci attende ancora la battaglia.
Gorgia e il suo esercito è sul monte vicino a noi;
18 ora voi state pronti ad opporvi ai nemici e a combatterli; in seguito farete tranquillamente bottino ».
19 Aveva appena finito di parlare, quando apparve un reparto che spiava dal monte.
20 Avevano visto infatti che i loro erano stati sconfitti e gli altri incendiavano il campo: il fumo che si scorgeva segnalava l'accaduto.
21 Ed essi a quello spettacolo si sgomentarono grandemente; vedendo inoltre giù nella pianura lo schieramento di Giuda pronto all'attacco,
22 fuggirono tutti nel territorio dei Filistei.
23 Allora Giuda ritornò a depredare il campo e raccolsero oro e argento in quantità e stoffe tinte di porpora viola e porpora marina e grandi ricchezze.
24 Di ritorno cantavano e innalzavano benedizioni al Cielo « perché egli è buono e la sua grazia dura sempre ».
Sal 118,1-4+
25 Fu quello un giorno di grande liberazione in Israele.
26 Quanti degli stranieri erano scampati, presentandosi a Lisia, gli narrarono tutto quello che era accaduto.
27 Egli sentendo ciò, fu preso da turbamento e scoraggiamento, perché le cose in Israele non erano andate come egli voleva e l'esito non era stato secondo gli ordini del re.

Prima campagna di Lisia

28 Perciò l'anno dopo mise insieme sessantamila uomini scelti e cinquemila cavalli per combattere contro di loro.
2 Mac 11,1-12
29 Vennero nell'Idumea e si accamparono in Bet-Zur. Giuda mosse contro di essi con diecimila uomini.
30 Quando vide l'imponente accampamento, innalzò questa preghiera: « Benedetto sei tu, o salvatore d'Israele, tu che hai fiaccato l'impeto del potere per mezzo del tuo servo Davide e hai fatto cadere l'esercito degli stranieri nelle mani di Giònata, figlio di Saul e del suo scudiero;
1 Sam 17
31 fa' cadere ancora nello stesso modo questo esercito nelle mani di Israele tuo popolo e fa' ricadere l'obbrobrio sul loro esercito e sulla loro cavalleria;
1 Sam 14,1-23
32 infondi in loro timore e spezza l'audacia della loro forza, siano travolti nella loro rovina.
33 Abbattili con la spada dei tuoi devoti; ti lodino con canti tutti coloro che riconoscono il tuo nome ».
34 Poi sferrarono l'attacco da una parte e dall'altra e caddero davanti ai Giudei circa cinquemila uomini del campo di Lisia.
35 Vedendo Lisia lo scompiglio delle sue file, mentre alle schiere di Giuda cresceva il coraggio ed erano pronti a vivere o a morire gloriosamente, se ne tornò in Antiochia dove assoldò mercenari in maggior numero per venire di nuovo in Giudea.

Purificazione e dedicazione del tempio

36 Giuda intanto e i suoi fratelli dissero: « Ecco sono stati sconfitti i nostri nemici: andiamo a purificare il santuario e a riconsacrarlo ».
2 Mac 10,1-8
37 Così si radunò tutto l'esercito e salirono al monte Sion.
38 Trovarono il santuario desolato, l'altare profanato, le porte arse e cresciuta le erbe nei cortili come in un luogo selvatico o montuoso, e gli appartamenti sacri in rovina.
Sal 74,2-7
39 Allora si stracciarono le vesti, fecero grande pianto, si cosparsero di cenere,
40 si prostrarono con la faccia a terra, fecero dare i segnali con le trombe e alzarono grida al Cielo.
1 Mac 2,21+
41 Giuda ordinò ai suoi uomini di tenere impegnati quelli dell'Acra, finché non avesse purificato il santuario.
42 Poi scelse sacerdoti incensurati, osservanti della legge,
43 i quali purificarono il santuario e portarono le pietre profanate in luogo immondo.
44 Tennero consiglio per decidere che cosa fare circa l'altare degli olocausti, che era stato profanato.
1 Re 8,64+
45 Vennero nella felice determinazione di demolirlo, perché non fosse loro di vergogna, essendo stato profanato dai pagani. Demolirono dunque l'altare
46 e riposero le pietre sul monte del tempio in luogo conveniente finché fosse comparso un profeta a decidere di essa.
47 Poi presero pietre grezze secondo la legge ed edificarono un altare nuovo come quello di prima;
Es 20,25
48 restaurarono il santuario e consacrarono l'interno del tempio e i cortili;
49 rifecero gli arredi sacri e collocarono il candelabro e l'altare degli incensi e la tavola nel tempio.
Es 25,31-39
Es 30,1-10
50 Poi bruciarono incenso sull'altare e accesero sul candelabro le lampade che splendettero nel tempio.
Es 25,23-30
51 Posero ancora i pani sulla tavola e stesero le cortine. Così portarono a termine le opere intraprese.
52 Si radunarono il mattino del venticinque del nono mese, cioè il mese di Casleu, nell'anno centoquarantotto,
53 e offrirono il sacrificio secondo la legge sull'altare degli olocausti che avevano rinnovato.
54 Nella stessa stagione e nello stesso giorno in cui l'avevano profanato i pagani, fu riconsacrato fra canti e suoni di cetre e arpe e cembali.
55 Tutto il popolo si prostrò con la faccia a terra e adorarono e benedissero il Cielo che era stato loro propizio.
56 Celebrarono la dedicazione dell'altare per otto giorni e offrirono olocausti con gioia e sacrificarono vittime di ringraziamento e di lode.
57 Poi ornarono la facciata del tempio con corone d'oro e piccoli scudi.
Rifecero i portoni e le camere e vi misero le porte.
58 Vi fu gioia molto grande in mezzo al popolo, perché era stata cancellata la vergogna dei pagani.
59 Poi Giuda e i suoi fratelli e tutta l'assemblea d'Israele stabilirono che si celebrassero i giorni della dedicazione dell'altare nella loro ricorrenza, ogni anno, per otto giorni, cominciando dal venticinque del mese di Casleu, con gioia e letizia.
60 Edificarono in quel tempo intorno al monte Sion mura alte e torri solide, perché i pagani non tornassero a calpestarlo come avevano fatto la prima volta.
61 Vi stabilì un contingente per presidiarlo e fortificò il presidio di Bet-Zur perché il popolo avesse una difesa contro l'Idumea.
Indice

Abbreviazioni
4,8 ai suoi uomini ( cf. 1 Mac 3,22+ ): l'esortazione prima del combattimento, prescritta da Dt 20,2, pare fosse di regola nell'antichità ( cf. anche 2 Mac 8,16-20 ).
4,15 Ghezer: al confine con la Filistea, a 35 chilometri da Gerusalemme; ( cf. Gs 10,33 ): verrà attaccata da Giuda ( 2 Mac 10,32 ), ma sarà presa solo da Simone che ne farà una residenza per il figlio, Giovanni Ircano ( 1 Mac 13,43s; 1 Mac 14,7.34;
1 Mac 16,1.21 ).
Idumea: regione a sud della Giudea;
Azoto e Iàmnia: città sulla costa della Filistea.
4,23 La porpora marina, di un rosso cupo, è quella di Tiro.
Coincide con la « porpora scarlatta » di Es 25-29.
4,24 perché è buono, perché il suo amore è per sempre: ritornello frequente nei Salmi
( ad es., Sal 106,1; Sal 107,1; Sal 118,1; Sal 136,1 ).
È professione di fede nella bontà e fedeltà di Dio.
la sua grazia dura sempre: alla lettera « la sua misericordia è eterna ».
Probabilmente cantavano il Sal 118 ( cf. 2 Cr 20,21 ).
4,26 Cf. 1 Mac 3,37 e 2 Mac 11,21.
Siamo all'inizio del 164 a.C.
4,29 Bet-Sur: antica città delle montagne della Giudea, il cui nome significa "Casa delle rocce".
l'esercito aveva aggirato la Giudea passando attraverso zone pianeggianti.
La cittadella seleucida di Bet-Zur ( cf. 1 Mac 6,7 ), limite sud della Giudea, è a 28 km da Gerusalemme, sulla via per Ebron.
4,30 Vedi 1 Sam 17,4-51; 1 Sam 14,1-15.
4,35 se ne tornò in Antiochia: l'autore sembra ignorare le trattative che fanno seguito a questo urto decisivo tra Giuda e il poderoso esercito di Lisia ( 2 Mac 11,13s ).
4,36-61 La purificazione del tempio
Centro della vita religiosa, quadro indispensabile per l'osservanza integrale della legge, il tempio è una delle preoccupazioni centrali dei ribelli ( cf. 1 Mac 2,7;
1 Mac 3,43; 2 Mac 13,11 ).
Saccheggiato e profanato dai gentili ( 1 Mac 1,21s.54 ), viene purificato e nuovamente consacrato all'indomani delle prime vittorie.
La morte di Antioco Epifane, che il nostro autore colloca a torto dopo le spedizioni contro i popoli vicini ( c 5 ), non fu forse senza connessione con questo avvenimento.
- L'idea della santità del tempio sarà messa particolarmente in rilievo nel secondo libro ( 2 Mac 3,12+; 2 Mac 5,15; 2 Mac 13,11; 2 Mac 15,18.37+ ).
4,43 pietre profanate: forse le pietre di cui si erano serviti i pagani per costruire l'abominio di devastazione.
La parola greca traduce probabilmente l'ebraico shiqquç, spesso usato per indicare gli idoli ( gli « orrori » cf. Dt 29,16; Ger 4,1; Ger 7,30; ecc.; Ez 5,11; Ez 7,20;
Ez 11,18, ecc. ) e qui applicato all'altare idolatrico ( cf. 1 Mac 1,54 ).
luogo immondo: una zona adibita a cimitero,
o forse il luogo dove venivano bruciati i rifiuti.
4,46 un profeta: il libro ritorna più volte su questa interruzione della profezia
( 1 Mac 9,27; 1 Mac 14,41; cf. anche Sal 74,9; Sal 77,9; Lam 2,9; Ez 7,26 ).
4,52 anno centoquarantotto: dicembre del 164, terzo anniversario del primo sacrificio offerto a Zeus ( cf. 1 Mac 1,59 ).
La data della dedicazione del tempio coincide con quella dei primi sacrificio idolatrici ( 1 Mac 1,54.59 ).
L'anno corrisponde al 164/163.
Qui la festa avviene poco prima della morte di Antioco Epìfane; in 2 Mac dopo la sua morte ( 1 Mac 6,1-17; 2 Mac 9,28; 2 Mac 10,1-3 ).
La festa della Dedicazione, una delle più recenti del calendario ebraico, fa da sfondo al brano di Gv 10,22-39.
4,59 Questa festa della dedicazione, in ebraico Hanukka, è una delle più recenti del calendario di Israele ( cf. Es 23,14+ ).
In essa si cantava l'Hallel ( Sal 113-118), e si portavano rami verdi e palme.
Le analogie con la festa delle capanne vengono sottolineate da 2 Mac 1,9+;
2 Mac 10,6.
Inoltre il tempio di Salomone era stato inaugurato proprio nella festa delle capanne
( 1 Re 8,2.62-66 ).
Si accendevano anche fiaccole, che faranno dare in seguito alla stessa festa anche l'altro appellativo di « festa delle luci ».
Queste fiaccole, simbolo della legge, poste all'ingresso di ogni casa, assicurarono la permanenza e la popolarità della festa anche dopo la distruzione del tempio.
Essa riveste grande importanza in 2 Mac ( cf. le due lettere iniziali e 2 Mac 10,1-8 ).
Viene nominata anche in Gv 10,22.
4,61 Bet-Zur: il gr. aggiunge « per proteggerla »; dittografia.