Lo Spirito Santo nella Morale

E 37

Giustificazione

Rif.

Giustificare, è prima di tutto « dichiarare, proclamare giusto ».
La riflessione degli ebrei pii, soprattutto dopo l'esilio, farà loro comprendere che l'uomo peccatore non potrebbe essere pienamente « giustificato » davanti a Dio e sopratutto che le sue « giustizie » non potrebbero meritare i benefici di Dio.
Di qui l'idea, inaudita per una mentalità giuridica, di una « giustificazione dei peccatori », da parte del Dio giusto,
A 36
come la si vede apparire nei « Poemi del Servo ».
Il N. T., e in particolare san Paolo, ci mostrerà la realizzazione di questo supremo beneficio di Dio: per effetto di un dono assolutamente gratuito, Dio « rende giusti »
E 39
gli uomini peccatori, non esigendo da loro se non la fede, che egli stesso dà loro per grazia, con la redenzione in Cristo.
B 32
L'uomo riceve la giustificazione nel battesimo, che lo « ricrea »
D 15
facendolo morire e risorgere con Cristo.

Testi

Rilievi

Rif.

2 Sam 15,4
1 Re 8,32
Dt 25,1
Gb 9,20
Si è « giustificati » da una sentenza di assoluzione; uno si « giustifica » provando la propria innocenza ( 1° significato ).

Is 43,9.26
Is 50,8
Gb 4,17
Gb 25,4
L'espressione ha il medesimo significato quando si è « giustificati » da Dio o ci « si giustifica » davanti a lui.

Es 23,7
Pr 17,15
Is 5,23
« Giustificare » un colpevole è dunque qui una mancanza contro l'equità: non si può dichiarare giusto un peccatore.

Sal 119
Osservando la Legge che esprime la volontà del Signore, l'uomo può essere « dichiarato giusto ».

Sal 51,6-7
Sal 119,137-144
Sir 18,1
Ci si accorge subito che soltanto Dio può veramente « giustificarsi » e merita di essere proclamato giusto.
A 36

Sal 143,2
Sal 51,6-7
Sal 12,2
Sal 14,1-3
Is 57,2
Quanto all'uomo, peccatore, egli non può veramente essere giustificato davanti a Dio.

Dt 9,4-6.18-19
Bar 2,16-18
Così i benefici sono dovuti alla misericordia di Dio
A 18
A 19
e non alle « giustizie » degli uomini.

Is 53,11-12
Is 61,10-11
Bar 5
Il più grande di questi benefici sarà la giustificazione dei peccatori, per mezzo del « Servo » che prende su di sé i loro peccati.
B 24

Mt 12,37
Mt 11,19
Rm 2,12-13
Il N. T. riprende più volte « giustificare » nel senso di « dichiarare giusto », in riferimento al giudizio finale.

Lc 16,15
Lc 18,9-14
Lc 14,15-24
Mt 9,10-13
Mt 23
I vangeli ci fanno vedere Cristo che chiama i peccatori, preferendoli ai giusti presuntuosi: quelli saranno « giustificati » se saranno umili e confidenti.

Rm 1
Rm 2
Rm 3,20
Rm 9,30
Gal 2,15-21
Gal 3,11
Gal 5,4
Ogni uomo, infatti, è peccatore
E 5
e non si può giustificare da solo, con le sole « opere della Legge ».

Rm 3,23-25
Rm 4,5-8
Rm 5,9-11.18-21
Tt 3,7
La giustificazione è dunque una grazia, un dono gratuito fatto da Dio in Cristo e dei peccatori.

Rm 5,19
Rm 3,24-25
Rm 4,25
Gal 2,21
Essa è effetto dell'obbedienza, della morte propiziatrice e della risurrezione di Cristo.

Tt 3,5-7
Rm 6,1-14
Ef 4,22-24
Ci è conferita con il battesimo, che ci fa partecipare a questa morte e a questa risurrezione.
D 15

1 Cor 6
1 Cor 2
1 Tm 3,16
Ef 4,23
Tt 3,5-6
La giustificazione è così il possesso attuale di una vita nuova, una rigenerazione, una santificazione nello spirito.

Rm 3,26-30
Rm 5,1
Rm 10,6
Gal 2,16-21
Gal 3,6-12.24
Essa suppone da parte dell'uomo un atto di fede iniziale.
E 47

Gc 2,18-26
La giustificazione persiste nei suoi effetti soltanto se la fede continua a vivere e la giustificazione è resa « perfetta » con le opere.
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