Giobbe

Capitolo 31

CEI 2008 - Audio Interconfessionale

Apologia di Giobbe

1 Avevo stretto con gli occhi un patto di non fissare neppure una vergine.
Es 20,14.17
Dt 5,18.21
2 Che parte mi assegna Dio di lassù e che porzione mi assegna l'Onnipotente dall'alto?
Sir 9,5
Mt 5,27-29
3 Non è forse la rovina riservata all'iniquo e la sventura per chi compie il male?
4 Non vede egli la mia condotta e non conta tutti i miei passi?
5 Se ho agito con falsità e il mio piede si è affrettato verso la frode,
6 mi pesi pure sulla bilancia della giustizia e Dio riconoscerà la mia integrità.
Pr 11,1
Pr 20,10
7 Se il mio passo è andato fuori strada e il mio cuore ha seguito i miei occhi, se alla mia mano si è attaccata sozzura,
8 io semini e un altro ne mangi il frutto e siano sradicati i miei germogli.
9 Se il mio cuore fu sedotto da una donna e ho spiato alla porta del mio prossimo,
Pr 7
10 mia moglie macini per un altro e altri ne abusino;
Dt 22,22-24
11 difatti quello è uno scandalo, un delitto da deferire ai giudici,
Pr 6,32-35
Gv 8,4-5
12 quello è un fuoco che divora fino alla distruzione e avrebbe consumato tutto il mio raccolto.
Gb 26,6+
13 Se ho negato i diritti del mio schiavo e della schiava in lite con me,
Es 21,2s
Lv 25,39s
Dt 5,14-15
Ger 34,8s
14 che farei, quando Dio si alzerà, e, quando farà l'inchiesta, che risponderei?
15 Chi ha fatto me nel seno materno, non ha fatto anche lui? Non fu lo stesso a formarci nel seno?
Pr 17,5
Pr 22,2
Ef 6,9
Col 4,1
16 Mai ho rifiutato quanto brama il povero, né ho lasciato languire gli occhi della vedova;
Is 58,7
Tb 4,7-11.16
Mt 25,35-36
17 mai da solo ho mangiato il mio tozzo di pane, senza che ne mangiasse l'orfano,
18 poiché Dio, come un padre, mi ha allevato fin dall'infanzia e fin dal ventre di mia madre mi ha guidato.
19 Se mai ho visto un misero privo di vesti o un povero che non aveva di che coprirsi,
20 e non hanno dovuto benedirmi i suoi fianchi, o con la lana dei miei agnelli non si è riscaldato;
21 se contro un innocente ho alzato la mano, perché vedevo alla porta chi mi spalleggiava,
22 mi si stacchi la spalla dalla nuca e si rompa al gomito il mio braccio,
23 perché mi incute timore la mano di Dio e davanti alla sua maestà non posso resistere.
24 Se ho riposto la mia speranza nell'oro e all'oro fino ho detto: « Tu sei la mia fiducia »;
Pr 11,28
Sal 49,7
Sal 52,9
Sir 31,5-10
Mt 6,24
25 se godevo perché grandi erano i miei beni e guadagnava molto la mia mano;
26 se vedevo il sole risplendere e la luna chiara avanzare,
Dt 4,19
Ger 8,2
Ez 8,16
27 si è lasciato sedurre in segreto il mio cuore e con la mano alla bocca ho mandato un bacio,
28 anche questo sarebbe stato un delitto da tribunale, perché avrei rinnegato Dio che sta in alto.
29 Ho gioito forse della disgrazia del mio nemico e ho esultato perché lo colpiva la sventura,
Pr 24,17-18
Mt 5,43-48p
30 io che non ho permesso alla mia lingua di peccare, augurando la sua morte con imprecazioni?
31 Non diceva forse la gente della mia tenda: « A chi non ha dato delle sue carni per saziarsi? ».
32 All'aperto non passava la notte lo straniero e al viandante aprivo le mie porte.
33 Non ho nascosto, alla maniera degli uomini, la mia colpa, tenendo celato il mio delitto in petto,
34 come se temessi molto la folla, e il disprezzo delle tribù mi spaventasse, sì da starmene zitto senza uscire di casa.
38 Se contro di me grida la mia terra e i suoi solchi piangono con essa;
39 se ho mangiato il suo frutto senza pagare e ho fatto sospirare dalla fame i suoi coltivatori,
40 in luogo di frumento, getti spine, ed erbaccia al posto dell'orzo.
35 Oh, avessi uno che mi ascoltasse! Ecco qui la mia firma! L'Onnipotente mi risponda!
Il documento scritto dal mio avversario
36 vorrei certo portarlo sulle mie spalle e cingerlo come mio diadema!
37 Il numero dei miei passi gli manifesterei e mi presenterei a lui come sovrano.
Indice

Abbreviazioni
31,1-37 Sicuro della propria innocenza, Giobbe si appella a Dio
c 31 In questa protesta di innocenza, la morale dell'AT raggiunge la sua purezza più alta, al punto di preludere direttamente alla morale evangelica.
La forma letteraria è quella del giuramento imprecatorio contro se stessi, che nell'ambiente forense si richiedeva da parte dell'accusato ( Es 22,9-10; Nm 5,20-22; 1 Re 8,31-32 ).
31,1 neppure una vergine: Giobbe comincia dalle colpe più segrete, í desideri malvagi di cui sono organo soltanto gli occhi ( cf. v 7 ).
31,5 In questa dichiarazione generale sembrano incluse le frodi negli scambi e nel commercio.
In ogni caso, facendo appello alla legge del taglione, Giobbe chiede di essere pesato con una bilancia esatta ( v 6 ).
31,7 Altre colpe contro la giustizia: Giobbe non ha desiderato né toccato i beni altrui.
31,9-10 Se il mio cuore si lasciò sedurre: l'adulterio era punito con la morte.
mia moglie macini: alla macinazione erano addetti gli schiavi.
31,11 Questo v è probabilmente una glossa.
31,12 avrebbe consumato: tiserof, conget.; il TM ha: « avrebbe sradicato », tesharesh.
31,13 La legge aveva sempre mitigato i rapporti tra servi e padroni, improntandoli a umanità.
Il v 15 fonda i diritti dei servi sulla condizione comune di creature di uno stesso Dio.
San Paolo richiamerà il fatto che padroni e servi hanno tutti uno stesso Signore.
31,16a Dopo la giustizia viene la beneficenza, ispirata dalla riconoscenza verso Dio.
31,18 mi ha guidato: conget.; il TM ha: « io la guidavo » ( mia madre ).
31,21 ho alzato la mano: in segno di ostilità o di minaccia ( cf. Is 11,15; Is 19,16;
Zc 2,13 ), per sopraffarlo in giudizio.
31,23 mi … la mano di Dio: 'elaj 'êd 'el del TM;
BJ congettura: « di Dio, cadrebbe su di me », 'el je'eta' lî.
31,24 L'avarizia, e anche la superbia del ricco che crede di poter fare a meno di Dio.
31,27 Il bacio va qui inteso come gesto idolatrico, anticamente era un gesto di adorazione.
Dopo il culto di Mammona, quello degli astri.
31,29 Giobbe non parla della vendetta effettiva, molto comune e considerata cosa normale ( cf. però Es 23,4-5; Lv 19,18; Pr 20,22; Pr 25,21-22 ).
Egli va oltre e vieta a se stesso di rallegrarsi della sventura del nemico o di maledirlo.
31,32 al viandante: con vers.; il TM ha: « alla strada ».
- Nell'antico Oriente, l'ospitalità era una delle massime virtù.
31,33 alla maniera degli uomini: alla lettera « come un uomo », con il TM, che viene interpretato: « come l'uomo del volgo », oppure « come Adamo »;
BJ congettura: « agli uomini ».
- I vv 33-34 non intendono un peccato particolare, ma un atteggiamento che fa presupporre una colpa.
Giobbe non ha mai dovuto nascondersi alla vista degli altri.
È pronto anzi a comparire dinanzi a Dio stesso ( vv 35-37 ).
31,34 Dopo questo versetto, BC fa seguire i vv 38-40a; cf. nota ai vv 38-40 e Gb 31,40b.
31,35 la mia firma: alla lettera "il mio tau".
Il tau, ultima lettera dell'alfabeto ebraico ( in antico a forma di croce ), era usato dagli illetterati come firma.
BJ rende: « la mia ultima parola ».
31,35-40 L'ordine di questi versetti è cambiato, per una migliore comprensione del testo.
31,36 cingerlo come mio diadema: è il rotolo che porta scritto l'atto di accusa.
Giobbe, sicuro di poterlo confutare, vuol indossarlo come una insegna onorifica.
Secondo BJ, il c 31 termina con i vv 36-37.
31,38-40 Un'altra forma di ingiustizia: l'acquisizione disonesta di un terreno.
- BJ inserisce i vv 38-40a immediatamente dopo il v 15; BC li colloca dopo il v 34.
31,40 erbaccia: traduzione incerta di una parola la cui radice ha il senso di
« maleodorare ».
Si pensa alla mercuriale o all'ortica fetida.
31,40b Quando Giobbe …: notizia di un redattore,
che BC collega direttamente col c 32.