Lo Spirito Santo nella Liturgia

D 6

Parola

Rif.


  Nell'antropologia ebraica, la parola è, come dappertutto, l'espressione del pensiero e della volontà.  
  Israele attribuisce alla parola una esistenza autonoma: una volta uscita dalle labbra, essa continua la sua vita per conto proprio, piena di efficacia, e persino, in alcuni testi antichi, di forza magica.  
  La stessa cosa capita per Dio.  
  La sua parola crea a ogni istante il mondo, perché Dio le dona in continuazione la sua potenza.  
  Proclamata dai profeti, uomini della parola, essa costituisce la storia, rivelando e compiendo il piano di Dio.  
  Pronunciata nella Legge, la parola di Dio fissa l'ideale morale dell'Alleanza e, nello stesso tempo, lo realizza nei cuori.  
  Questo triplice aspetto della Parola si ritroverà un giorno nel « Verbo »,
B 29
  creatore del mondo nuovo e del nuovo uomo, autore della nuova Legge e suo primo servitore, realizzatore perfetto ed efficace del pensiero del Padre.  
  Egli sarà continuato nella parola della predicazione,
C 55
  di cui la Chiesa e la liturgia sono depositarie.  

Testi

Rilievi

Rif.


Gen 27,35-37
1 Re 16,34
Gs 6,26
La parola è sia realtà di efficacia e di volontà sia rivelazione: di qui il ruolo importante attribuito alle benedizioni e alle maledizioni.  

Nm 22,6
Nm 23,8
Dt 23,6
Ger 18,19-23
Benedizioni e maledizioni traggono la loro efficacia da Dio.
E 34
E 35
Le maledizioni si possono trasformare anche in semplici preghiere.  

Gen 1
Sal 147,15-18
Mt 8,24-27
Gb 37,5-13
Is 44,26-28
Is 55,11
Sap 18,14-19
Perciò si parla dell'efficacia della Parola di Dio nella creazione
A 37
e nella provvidenza del mondo al punto che la « parola » diventa un messaggero metaforicamente distinto da Dio.  

Mc 7,31-37
Mc 9,16-28
Lc 11,14-15
La Parola di Dio è soprannaturale; la Scrittura lo sottolinea col fatto che questa Parola si indirizza a dei sordi o si fa portare da balbuzienti o da muti.
B 101

Is 41,21
Is 43,9
Is 46,7
Is 45,20-25
Mentre gli dei sono silenziosi, Jahvè è un Dio che parla e che risponde.  

1 Re 11,31
Ger 5,14
Ger 20,9
Ger 15,16
Is 49,2
Is 55,10-11
L'azione di Dio non è arbitraria e cieca.  
Se agisce, agisce perché ha un pensiero, un piano.
A 42
Egli lo rivela principalmente mediante la profezia.  

Sal 119
Dt 18,15-18
Dt 4,2-13
Dt 30,1.14
Rileva la sua volontà mediante la parola della Legge.
E 2

Am 8,11
Es 16,4-15
Mt 4,3-4
Gv 6,28-51
La « parola » è simboleggiata dal pane che un giorno sarà pane eucaristico.
D 32

Gv 1
Gv 8,31-47
Mc 13,31
Questa Parola dovrà prendere carne per essere finalmente compiuta, per essere perfettamente efficacie e per rivelare Dio e il suo piano.
B 29

At 4,29-31
Fil 1,12-14
Eb 13,7-9
Lc 10,16
2 Cor 2,14-16
2 Tm 4,1-5
La Parola incarnata prolunga in qualche modo la sua efficacia, la sua rivelazione e il suo compimento nella predicazione della Chiesa.
C 55

Gv 8,31-32.37
Il ruolo del cristiano è di essere « nella parola », di « conservare » la parola.  
È la risposta della fede.
E 47

Gc 1,17-21
1 Pt 1,23
La Parola è in noi il germe fecondante della grazia del Padre che produce la nostra nuova nascita.
E 18

Mt 13,1-23
Lc 8,4-15
La Parola è un seme che non fruttifica se non nel terreno ricettivo della fede.  

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