Sapienza

Capitolo 4

CEI 2008 - Audio Interconfessionale
1 Meglio essere senza figli e avere la virtù, poiché nel ricordo di questa c'è immortalità, per il fatto che è riconosciuta da Dio e dagli uomini.
Sir 16,3
Pr 10,7
2 Presente è imitata; assente è desiderata; nell'eternità trionfa, cinta di corona, per aver vinto nella gara di combattimenti senza macchia.
Sap 5,16
3 La discendenza numerosa degli empi non servirà a nulla; e dalle sue bastarde propaggini non metterà profonde radici.
Sir 23,25
Sir 40,15
4 Anche se per qualche tempo mette gemme sui rami, i suoi germogli precari saranno scossi dal vento e sradicati dalla violenza delle bufere.
Sal 58,10
5 Si spezzeranno i ramoscelli ancora teneri; il loro frutto sarà inutile, non maturo da mangiare, e a nulla servirà.
6 Infatti i figli nati da unioni illegali attestano la perversità dei genitori nel giudizio di essi.

La morte prematura del giusto

7 Il giusto, anche se muore prematuramente, troverà riposo.
Sap 3,3+
Is 57,1-2
8 Vecchiaia veneranda non è la longevità, né si calcola dal numero degli anni;
Sir 25,4-6
9 ma la canizie per gli uomini sta nella sapienza; e un'età senile è una vita senza macchia.
Pr 16,31
10 Divenuto caro a Dio, fu amato da lui e poiché viveva fra peccatori, fu trasferito.
Gen 5,24
Sir 44,16
11 Fu rapito, perché la malizia non ne mutasse i sentimenti o l'inganno non ne traviasse l'animo,
Eb 11,5
12 poiché il fascino del vizio deturpa anche il bene e il turbine della passione travolge una mente semplice.
13 Giunto in breve alla perfezione, ha compiuto una lunga carriera.
14 La sua anima fu gradita al Signore; perciò egli lo tolse in fretta da un ambiente malvagio.
I popoli vedono senza comprendere; non riflettono nella mente a questo fatto
Is 57,1
15 che la grazia e la misericordia sono per i suoi eletti e la protezione per i suoi santi.
Sap 3,9
16 Il giusto defunto condanna gli empi ancora in vita; una giovinezza, giunta in breve alla perfezione, condanna la lunga vecchiaia dell'ingiusto.
17 Le folle vedranno la fine del saggio, ma non capiranno ciò che Dio ha deciso a suo riguardo né in vista di che cosa il Signore l'ha posto al sicuro.
Sap 3,2
18 Vedranno e disprezzeranno, ma il Signore li deriderà.
Sal 37,13
Sal 59,9
Pr 1,26
19 Infine diventeranno un cadavere spregevole, oggetto di scherno fra i morti per sempre.
Dio infatti li precipiterà muti, a capofitto, e li schianterà dalle fondamenta; saranno del tutto rovinati, si troveranno tra dolori e il loro ricordo perirà.
At 1,18

Gli empi compaiono in giudizio

20 Si presenteranno tremanti al rendiconto dei loro peccati; le loro iniquità si alzeranno contro di essi per accusarli.
Indice

Abbreviazioni
4,1-6 La virtù e il vizio
4,1a La maggior parte dei mss latini porta questo stico: « Oh come è bella la generazione casta con splendore ».
Questa lezione non dovrebbe essere primitiva; testimonia tuttavia la tendenza a trovare nel testo greco l'elogio della castità; un'antica tradizione patristica la intende infatti in riferimento alla verginità.
Questa interpretazione però non si impone, perché, a quanto sembra, l'autore continua a opporre la sterilità virtuosa ( cf. Sap 3,13 ) alla fecondità empia.
4,1b L'immortalità nel ricordo si prolunga in una immortalità personale conferita da Dio ( cf. Sap 3,4+ ).
4,2 nella gara di combattimenti senza macchia: BJ traduce: « in una gara i cui premi sono senza macchia ».
L'immagine si rifà alle gare atletiche dei greci.
Il vincitore vi riceveva una corona e gli si faceva un corteo d'onore
( cf. 1 Cor 9,24+ ).
4,6 nel giudizio di essi: cioè dei figli; BJ traduce: « esame »; il possessivo si può ugualmente riferire anche ai genitori ( cf. Sap 1,9; Sap 3,18 ).
4,7-20 La morte prematura del giusto
Non raggiungere la vecchiaia era considerato, nell'insegnamento tradizionale, una punizione di Dio; qui viene ribaltata questa concezione.
La pienezza di vita e la realizzazione di se stessi sono radicate non in realtà esterne, ma nella ricchezza interiore, nell'adesione a Dio e alla sua volontà.
4,7-19 La sorte del giusto in questo mondo doveva essere una lunga vita
( cf. Dt 4,40; Dt 5,16; Gb 5,26; Sal 91,16; Pr 3,2.16; Pr 4,10; Sir 1,12.20; ecc. ), mentre l'empio doveva essere destinato ad una morte repentina o violenta
( Gb 15,20-23; Gb 18,5-20; Sal 37; Sal 73,18-20, ecc. ); ma queste affermazioni erano spesso contraddette dai fatti ( cf. 2 Re 23,29; Gb 21,7; Qo 8,12-14 ).
Qui l'autore considera un caso estremo, la morte di un giusto nella sua giovinezza
( cf. v 16b ), e identifica la longevità con una maturità interiore che raggiunge il vero scopo della vita umana e predispone alla immortalità beata.
4,10 fu trasferito: l'espressione si ispira al passo del rapimento di Enoch ( Gen 5,24;
Sir 44,16; Eb 11,5 ).
4,11 Fu rapito: l'immagine del "rapimento" evoca l'assunzione di Enoc ( Gen 5,24 ) e di Elia ( 2 Re 2,11 ) e indica l'azione di Dio che chiama a sé qualcuno che gli è caro.
4,14 lo tolse in fretta: oppure: « essa ( l'anima ) è uscita in fretta »
o « l'ha tolta in fretta »; BJ traduce: « è uscito in fretta ».
- I popoli, alla lettera; BJ: « le moltitudini » ( var.: « gli altri » ): questo termine, ripreso più avanti con « empi » ( v 16 ), meraviglia un po'.
D'altra parte la costruzione della frase è complicata da un anacoluto.
È possibile che in questa sezione l'ordine primitivo dei vv sia stato alterato.
4,19 Il cadavere disonorato allude alla morte senza sepoltura
oggetto di scherno: perché non avrà ricevuto gli onori di una sepoltura, il che costituisce un terribile castigo ( cf. Is 14,19; Ger 22,19; Ger 36,30; Ez 29,5 ).
4,20-5,14 Gli empi compaiono in giudizio.
Si tratta effettivamente di una scena di giudizio, quando Dio « farà il conto » dei peccati e quando bisognerà « render conto » dei medesimi.
Ma questo giudizio riguarda solo gli empi, perché i giusti sono già presso Dio
( cf. Sap 5,4-5 ).
L'autore mostra meno interesse alla proclamazione della sentenza che allo stato d'animo dei peccatori, torturati da una coscienza colpevole ( cf. Sap 17,10 ).
La loro confessione ( Sap 5,4-13) è in contrasto con le affermazioni fatte un tempo
( Sap 2,1-20 ).