Comunione

IndiceS

... dei santi

Quest'espressione "significa che tutti i fedeli, formando un solo corpo in Gesù Cristo, profittano di tutto il bene che c'è e si fa nel corpo stesso, ossia nella Chiesa universale, purché non ne siano impediti dall'affetto al peccato" CPioX n. 122.

S. Paolo proclamò che tutti siamo membra diverse ma confluenti dell'unico corpo di Cristo ( Rm 12,4-5; 1 Cor 12,12-27 ) e che formiamo il corpo di quella Chiesa di cui Egli è il capo ( Col 1,18 ): quest'audace immagine impressionò profondamente le antiche generazioni cristiane che sentirono con intensità la solidarietà nello scambio dei beni spirituali all'interno del corpo mistico di Cristo: avvertirono che l'identico battesimo e la medesima partecipazione all'Eucaristia comportavano un flusso intercomunicante dei tesori spirituali prodotti da Cristo ed incrementati dai santi.

Esisteva una circolazione unitaria di preghiere, d'intercessione, di meriti che univa tutti i fedeli viventi sulla terra, in purgatorio ed in paradiso.

È una grandiosa verità teologica ed è insieme uno spettacolo di affascinante sublimità.

... eucaristica

È l'assunzione del Corpo e del Sangue di Gesù, nei quali vengono transustanziati ( v. ) il pane ed il vino consacrati durante la Messa.

Questa partecipazione intima a Gesù, luce e vita, conferisce questi medesimi doni all'anima, che di essi ha una necessità inderogabile.

Gesù infatti la comandò in un tono categorico: "Se non mangerete la carne del Figlio dell'uomo e non berrete il suo sangue non avrete in voi la vita" ( Gv 6,53 ).

Si tratta però di un accostamento così sacro che non può venir profanato: richiede un rispetto che è assicurato solo dallo stato di grazia, cioè di amicizia con Dio: la condizione di peccato grave riveste la colpevolezza del sacrilegio: "A chiunque mangi questo pane e beva il calice del Signore indegnamente sarà imputato il Corpo ed il Sangue del Signore.

L'uomo si esamini dunque e così mangi di quel pane e beva di quel calice; chi infatti mangia e beve indegnamente si mangia e beve la propria condanna non distinguendo il Corpo del Signore" ( 1 Cor 11,27-29 ).

Alla Comunione ci si deve dunque accostare in purezza di cuore ed in umiltà di spirito: la Chiesa, adottando le parole del centurione ( Mt 8,8 ) fa dire al fedele: "Signore, io non sono degno di partecipare alla tua mensa, ma di' soltanto una parola ed io sarò salvato".

Al decoro dell'anima deve corrispondere anche quello del corpo con un contegno raccolto, abiti modesti e digiuno di almeno un'ora.

La partecipazione alla consacrazione dell' Eucaristia ( S. Messa ) è obbligatoria tutte le domeniche e feste di precetto, salvo impedimenti seri, mentre quella alla Comunione è necessaria almeno una volta all'anno, nel tempo pasquale: è un minimo che la Chiesa esorta comunque a sorpassare, ricevendola, per quanto è possibile, in modo frequente e responsabile.

Essa reca infatti frutti di vitale importanza: unisce a Cristo, cancella i peccati veniali e ci fortifica per evitare quelli mortali, ci stringe nell'unità della Chiesa.

Gli antichi pagani solevano mangiare la vittima immolata ad un loro dio nella convinzione che in essa fosse penetrato il nume al quale era stata sacrificata: era un'ansiosa esigenza di compenetrarsi col divino, un'aspirazione irrinunciabile vanamente perseguita.

Il cristianesimo, secondo la sua tradizione, ha attuato nella realtà quello che nel mondo pagano era stato solo figura ed anelito impotente: l'Eucaristia soddisfa la nostra brama di superare l'angusto limite della nostra mortalità.

- . -

La comunione spirituale è invece solo un vivo desiderio di unirsi a Gesù, quando non lo si può ricevere in via sacramentale: è un congiungimento affettivo in sostituzione di quello effettivo ma in identità di sentimenti.

Nella celebrazione della messa è il momento nel quale si consumano il pane e il vino consacrati: è sinonimo di eucaristia ( v. ).

... / Comunità

Comunione ( in greco koinonia ) e termine che già nelle lettere di Paolo e di Giovanni indica la forte, compatta solidarietà che il Signore instaura tra sé e i fedeli, tra i credenti e tra le Chiese.

Essa è anzitutto partecipazione alla Croce del Signore ( "comunione ai suoi patimenti": Fil 3,10 ); è appropriazione dell'amore che si è fatto efficace e visibile nel suo sangue e nel suo corpo ( comunione è anche sinonimo di eucaristia ).

Di conseguenza essa è forza di riconciliazione e di solidarietà fraterna.

La comunione non è solo realtà interiore e invisibile, ma prende da sempre corpo nell'assemblea liturgica che celebra l'eucaristia nell'unico pane e nell'unico calice, e nella comunità dei discepoli di Gesù, la cui denominazione caratteristica è da sempre Chiesa.

L'importante allegato alla costituzione sulla Chiesa del concilio Vaticano II, conosciuto come Nota Explicutivu Praevia, descrive questo intreccio di visibilità e invisibilità precisando che per comunione "non s'intende un certo vago 'affetto', ma una 'realtà organica', che richiede forma giuridica e insieme è animata dalla carità".

La Chiesa come comunità

La Chiesa si presenta sempre e necessariamente sotto la forma di comunità visibili: non è tuttavia sempre agevole da definire che cosa sia comunità cristiana.

Un'immagine ideale di comunità è proposta alle Chiese di tutti i tempi dagli Atti degli apostoli ( At 2,42 ss. ): "Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere ... stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno ...".

Questa immagine o idealizzata, e non può reggere quando le dimensioni di una Chiesa aumentano.

Dopo la pace religiosa voluta da Costantino il cristianesimo diventò fenomeno di massa, e per motivi simmetrici sorsero almeno due nuove forme importanti di comunità ecclesiale: la comunità monastica e la comunità parrocchiale.

La comunità parrocchiale da forma al cristianesimo di massa; la comunità monastica reagisce a esso.

A questi due modelli possiamo ricondurre diverse forme di comunità che la storia della Chiesa conosce.

Comunità parrocchiale

Nella comunità di tipo parrocchiale la comunione mantiene la tensione a esprimersi in maniera viva, ma aperta e accogliente, accettando di riconoscersi anche in appartenenze minimali.

Per appartenere a una parrocchia sono chiesti soltanto il battesimo e quel riferimento territoriale per cui ognuno ha una parrocchia là dove risiede: la rete parrocchiale, infatti, ricopre tendenzialmente tutta la faccia della Terra.

Così la parrocchia esprime il mistero della comunione nella sua dimensione di accoglienza massimamente disponibile.

Comunità monastica

Nella comunità di tipo monastico l'ideale della comunione pervade, per una libera scelta sostenuta dalla fede, tutta l'esistenza: comunanza di ritmi di vita e di preghiera, di abitazione, di economia domestica, spesso di lavoro o di missione.

Con una terminologia tecnica: la comunione prende la forma della "vita comune".

Essa così o chiamata a esprimere in modo accentuato la capacità che il dono divino della comunione ha di riconciliare l'umanità e di trasformare la vita secondo l'amore, e la capacità di simboleggiare la speranza del Regno dei cieli, dove la comunione si espanderà in una libertà illimitatamente accogliente.

Comunità familiare

Singolare forma di comunità a cui la fede cristiana riconosce carattere insieme civile ed ecclesiale è la famiglia, fondata sul sacramento del matrimonio "come una Chiesa domestica".

Evidentemente precedente sia alla forma parrocchiale, sia a quella monastica della comunità, la famiglia condivide con la prima la caratteristica di essere a portata di tutti, facilitata dalle forze di coesione della carne e del sangue; con la seconda l'essere condivisione dell'esistenza nella misura più completa e intensa che istituzione umana conosca.

Per questo la famiglia, alternativa alla comunità monastica, è invece struttura portante delle parrocchie.

Comunità associativa

Altra t'orma diffusa di comunità nella quale si esprime la comunione è quella associativa, erede della tradizione delle confraternite.

L'appartenenza a simili comunità è più opzionale rispetto a quella delle forti figure istituzionali sopra descritte.

Risponde molto a esigenze speciali ( educative e formative o di azione caritativa ) della libertà cristiana entro reali scelte di comunione.

Comunità diocesane e comunione tra le Chiese

È, invece, oggi più difficile intendere, fuori di metafora, come "comunità diocesane" le Chiese particolari, in quanto le loro dimensioni rendono meno praticabili vere espressioni d'insieme.

Esse tuttavia rimangono, attorno al vescovo, le principali unità socio-ecclesiali nelle quali prende forma la comunione.

La Chiesa universale, altrettanto e per certi versi più originaria di esse, è ben descritta dall'ecclesiologia in termini di "comunione tra le Chiese".

Alle ferite storiche della comunione oggi le Chiese cercano rimedio nell'ecumenismo ( v. ), che è impegno di dialogo, ma ancor prima richiesta di perdono e di sapienza dal Signore.

v. Agape; Amore; Carità; Chiesa

... dei Santi

L'espressione "comunione dei santi" è contenuta nella versione più conosciuta del Simbolo apostolico, un'antica professione di fede già nota nel IV sec., che così recita: "...credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi...".

A essa sono collegati due significati: il primo indica la comunione delle "cose sante", cioè dei beni spirituali della Chiesa; il secondo si riferisce alla comunione dei membri della Chiesa ( cioè dei "santi", termine col quale già s. Paolo chiamava i cristiani ), siano essi ancora in vita o defunti.

Questo secondo significato è di uso più comune ed è evidentemente connesso col primo: i santi sono in comunione fra loro, perché partecipano ai beni spirituali che Dio dona all'umanità.

La duplicità dell'interpretazione è dovuta al termine latino sancto rum, che può essere interpretato come il genitivo del neutro plurale sancta ( le cose sante ), oppure il genitivo del maschile plurale sancti ( i santi ).

... e liberazione

Movimento ecclesiale cattolico, composto prevalentemente da laici, diffuso in Italia dal 1969.

Le sue radici sono collocabili nell'apostolato di don Luigi Giussani che, professore di religione dal 1954 presso il liceo classico milanese Berchet, cominciò a riunire gruppi di studenti ( Gioventù Studentesca, Movimento Studenti ) attorno a proposte di approfondimento della fede cristiana, stimolandone l'impegno etico verso una testimonianza integrale della propria professione religiosa, sostenendone lo spirito di gruppo mediante varie iniziative formative, assistenziali e culturali.

Nel 1962 venne inaugurata una missione in Brasile.

Dopo la fondazione a Milano della casa editrice Jaca Book, il movimento, notevolmente accresciuto, giunse a darsi il nome di Comunione e Liberazione, intendendo esprimere, come sintetizzerà Giovanni Paolo II che "la liberazione a cui il mondo anela o Cristo; Cristo vive nella Chiesa; la vera liberazione dell'uomo avviene nell'esperienza della comunione ecclesiale".

La nuova formazione si diffuse presto in ambienti universitari, foggiando forme associative alternative a quelle che si coagulavano in moti di contestazione, che spesso li combattevano, creando cooperative librarie, gestendo appartamenti per iscritti fuori sede, promuovendo incontri e dibattiti culturali.

Durante gli anni '80 Comunione e Liberazione intensificò l'impegno nella società civile, creando il movimento dei Cattolici Popolari, presenza ben caratterizzata di cristiani nella vita pubblica, con un proprio progetto sociale e politico che intendeva contrapporsi all'asserita decadenza morale della compagine civile.

Fulcro del movimento o la Fraternità, di diritto pontificio, mentre la Memores Domini, di diritto diocesano, è una unione di persone consacrate.

Comunione e Liberazione conosce una diffusione sensibile specie tra universitari, ma anche tra professionisti e operai.

Questa parola ( koinonia ) mantiene nei suoi molti usi, una accezione fondamentale.

La comunione ha il suo fondamento nelle realtà possedute in comune con molte persone, si tratti di realtà spirituali o materiali.

Infatti, tra i cristiani, i beni materiali non sono mai senza i beni spirituali ( Rm 15,20-27; 2 Cor 8,4; 2 Cor 9,13; Gal 6,6; Fil 4,15-17 ).

Talvolta si partecipa ad azioni o a sentimenti ( 2 Cor 1,7; 2 Cor 6,14; 1 Tm 5,22; 2 Gv 11; Ap 1,9 ).

La comunione da cui derivano tutte le altre fa partecipi a beni propriamente divini ( 1 Cor 9,23; Fil 1,5; Fm 6 ), ci unisce al Padre e al suo Figlio Gesù Cristo ( 1 Cor 1,9; 1 Gv 1,3+.7+ ), allo stesso Cristo ( 1 Cor 10,16; Fil 3,10; 1 Pt 4,13 ), allo Spirito ( 2 Cor 13,13+; Fil 2,1 ).

Ci fa partecipi della gloria futura ( 1 Pt 5,1 ).

Per il fatto che Cristo ha comunicato con la nostra natura umana ( Eb 2,14 ), noi comunichiamo con la sua natura divina ( 2 Pt 1,4+ ).

Questa parola diventa caratteristica per la comunità cristiana ( At 2,42+ ).

1 Cor 1,9

Con la comunione al corpo del Cristo, i cristiani sono uniti al Cristo e tra loro.

L'eucarestia realizza l'unità della chiesa nel Cristo ( 1 Cor 12,12+

).
1 Cor 10,17

sacrificio di ...

Il sacrificio detto « di comunione », in cui la vittima è divisa tra Dio e l'offerente, è attestato in Canaan, ma il sacrificio israelita se ne distingue per l'antico rituale del sangue ( Lv 1,5+ ).

È un banchetto sacro: le parti più vitali della vittima sono offerte a Dio; una parte scelta è attribuita ai sacerdoti ( Lv 7,28s ) e il resto è consumato dai fedeli.

In epoca antica, questo tipo di sacrificio era più frequente e formava il rito centrale delle feste, esprimendo per eccellenza la comunità di vita, la relazione di alleanza e di amicizia tra i fedeli e il loro Dio.

Lv 3,1

... con Dio

In comunione: questo termine ( 1 Cor 1,9+; 2 Pt 1,4 ) esprime uno dei temi più importanti della mistica giovannea ( Gv 14,20; Gv 15,1-6; Gv 17,11.20-26 ): unità della comunità cristiana, fondata sull'unità di ogni fedele con Dio, nel Cristo.

Questa unità è espressa in diversi modi: il cristiano « dimora in Dio e Dio dimora in lui » ( 1 Gv 2,5.6.24.27; 1 Gv 3,6.24; 1 Gv 4,12.13.15.16; Gv 6,56+ ).

È da Dio ( 1 Gv 2,16; 1 Gv 3,10; 1 Gv 4,4.6; 1 Gv 5,19 ).

Conosce Dio ( 1 Gv 2,3.13.14; 1 Gv 3,6; 1 Gv 4,7.8; su conoscenza e presenza, vedere anche Gv 14,17; 2 Gv 1-2 ).

Questa unione con Dio è manifestata dalla fede e dall'amore fraterno ( 1 Gv 1,7+; Gv 13,34+ ).

La testimonianza apostolica è strumento di questa comunione ( v. 5; 1 Gv 2,7.24-25; 1 Gv 4,6; Gv 4,38; Gv 17,20+; At 1,8+.21-22 ).

1 Gv 1,3

Schedario biblico

Comunione D 40

Magistero

La Chiesa esce dal Concilio animata da un cresciuto spirito comunitario, da una maggiore carità, quella carità che rende fratelli i fedeli, che porta all'unione, all'amicizia, che assume aspetti sociali positivi, di concordia e di solidarietà.

Cioè la Chiesa, a Concilio finito, porta più viva con sé la coscienza della sua misteriosa e meravigliosa unità, fusa con la coscienza della sua vocazione universale, cioè della sua cattolicità.

Catechesi Paolo VI
5-1-1966

Così che chi vuole davvero impegnare il proprio spirito, nei prossimi giorni, alla piena celebrazione del mistero pasquale dovrà mettersi in un'attitudine nuova e particolare di comunione con Cristo.

Ogni volta che noi tentiamo di metterci in comunione con Lui Redentore, ci sentiamo sopraffatti e ignoranti.

Catechesi Paolo VI
22-3-1967

Questa Udienza, anche se così semplice e breve, mette in evidenza il movimento, proprio della Chiesa viva, di partecipazione dei suoi figli fedeli alla comunione interiore, che la costituisce, ai suoi tesori di grazia e di dottrina, ai suoi organi che la promuovono e la tengono unita nella fede e nella carità.

Catechesi Paolo VI
4-10-1967

La Chiesa, che così si esprime, dimostra un aspetto fondamentale della sua costituzione, quello che la definisce una « comunione »; una società cioè simile ad un corpo, nel quale - sempre per usare la parola di San Paolo - « se un membro soffre, tutte le membra soffrono con esso » ( 1 Cor 12,26 )

Catechesi Paolo VI
17-1-1968

La comunione è dunque il cemento unitivo che collega le singole parti dell'« edificio Chiesa », sia nella sua composizione mistica, la comunione dei Santi, sia nella sua espressione comunitaria, la comunione cattolica, l'inserzione cioè organica e canonica nel corpo visibile della Chiesa stessa.

Catechesi Paolo VI
28-7-1976

CEI - Nota Pastorale Comunione e comunità - 1-10-1981

S. Congr. - Alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione - 28-5-1992

La teologia cristiana sintetizza la verità su Dio con questa espressione: un'unica sostanza in tre persone.

Dio non è solitudine, ma perfetta comunione.

Per questo la persona umana, immagine di Dio, si realizza nell'amore, che è dono sincero di sé.

Angelus Benedeto XVI
22-5-2005

In unione al Sacrificio eucaristico, possiamo intercedere per la loro salvezza eterna, e sperimentare la più profonda comunione, in attesa di ritrovarci insieme, a godere per sempre dell'Amore che ci ha creati e redenti.

Angelus Benedetto XVI
1-11-2009

Gesù sottolinea che non è venuto in questo mondo per dare qualcosa, ma per dare sé stesso, la sua vita, come nutrimento per quanti hanno fede in Lui.

Questa nostra comunione con il Signore impegna noi, suoi discepoli, ad imitarlo, facendo della nostra esistenza, con i nostri atteggiamenti, un pane spezzato per gli altri, come il Maestro ha spezzato il pane che è realmente la sua carne.

Angelus Francesco
22-6-2014

È la comunione che nasce dalla fede e unisce tutti coloro che appartengono a Cristo in forza del Battesimo.

Si tratta di una unione spirituale - tutti siamo uniti! - che non viene spezzata dalla morte, ma prosegue nell'altra vita.

Angelus Francesco
1-11-2014

Concilio Ecumenico Vaticano II

... tra gli uomini: promossa dalla rivelazione cristiana Gaudium et spes 23
Degli uomini con Dio: scopo della rivelazione Dei verbum 2
vocazione dell'uomo Gaudium et spes 18
  Gaudium et spes 19
  Gaudium et spes 21
promuove l'unità dei cristiani Unitatis redintegratio 7
è lo scopo della formazione spirituale dei chierici Optatam totius 8
La Chiesa è una comunione universale di carità Lumen gentium 4
  Lumen gentium 9
  Lumen gentium 13
  Lumen gentium 23
  Lumen gentium 49
  Dei verbum 10
  Unitatis redintegratio 2
  Apostolicam actuositatem 2
  Apostolicam actuositatem 18
La ... ecclesiastica è dei fedeli pienamente incorporati alla Chiesa Lumen gentium 13
  Unitatis redintegratio 4
il successore di Pietro principio, fondamento e arbitro della ... ecclesiale Lumen gentium 13
  Lumen gentium 15
  Lumen gentium 18
  Lumen gentium 22
  Unitatis redintegratio 3
e ... apostolica v. Chiesa Lumen gentium 24
... gerarchica: dei Vescovi col Papa e tra loro Lumen gentium 8
  Lumen gentium 21
  Lumen gentium 22
  Lumen gentium 25
dei sacerdoti col Vescovo Presbyterorum ordini 7
  Presbyterorum ordini 14
  Presbyterorum ordini 15
e tra loro Lumen gentium 28
  Lumen gentium 41
dei diaconi col Vescovo e coi sacerdoti Lumen gentium 29
... fraterna dei religiosi Lumen gentium 43
... sacramentale: ci muta in ciò che riceviamo Lumen gentium 26
... e partecipazione liturgica dei fedeli Sacrosanctun concilium 55
  Lumen gentium 11
sotto le due specie Sacrosanctun concilium 55
nelle comunità ecclesiali separate v. Eucaristia Unitatis redintegratio 22
Dei Santi: Lumen gentium 49
  Lumen gentium 50
  Lumen gentium 51
  Lumen gentium 52
... anglicana: v. Anglicani
... dei beni: v. Beni
Comunioni cristiane, ... ecclesiali v. Chiese separate; Comunità ecclesiali

Catechismo della Chiesa Cattolica

... ecclesiale Comp. 250; 321
... fra i cristiani Comp. 263
... eucaristica Comp. 277; 290-293; 305; 349
... dei santi Comp. 194-195; 211

Rinnovamento Catechesi

... in Cristo
La missione profetica della Chiesa 19
Catechesi e liturgia 32
La mentalità del cristiano 38
I fanciulli 136
Il riferimento ultimo del metodo catechistico 162
... con le tre Persone divine
Il ministero della parola e uno 34
Il mistero eucaristico 46
Vocazione alla carità 47
perché gli uomini abbiano il coraggio di presentarsi in piena confidenza a Dio 65
Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, protagonisti del piano di salvezza 83
L'uomo, rivelazione di Dio in Cristo 122
Originalità del metodo catechistico 161
Il catechista è insegnante 187
... nella Chiesa
Lo Spirito Santo dona la pace di Cristo 6
Il magistero della Chiesa 13
Carità nella Chiesa 48
è mistero di comunione tra gli uomini e con Dio 70
La dimensione comunitaria, storico-escatologica, sacramentale 78
La dimensione "spirituale" del mistero cristiano: la continua azione dello Spirito Santo 79
La catechesi sulla Chiesa, come "popolo adunalo nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" 86
La catechesi sul peccato, alla luce della vocazione soprannaturale dell'uomo 93
Tradizione, Scrittura e magistero 110
L'uomo, rivelazione di Dio in Cristo 122
I problemi della catechesi a livello diocesano 146
Il riferimento ultimo del metodo catechistico 162
Il cristiano è un catechista 183
Il Sommo Pontefice 190
Il corpo episcopale 191
Il Vescovo diocesano 192
Proposta spirituale e testo di studio per un rinnovato impegno comunitario 200
Cristo sacramento di ...
per mezzo del Figlio suo fatto uomo 5
Chiesa sacramento di ...
Dio stesso raduna il suo popolo 4

Codice Diritto Canonico

con la Chiesa per conseguire un ufficio ecclesiastico 149
ecclesiastica 840
condizioni per la comunione piena dei battezzati 205
non piena di comunità o chiese, quanto a celebrare in esse l'Eucaristia 933
e a concelebrare 908
dei Vescovi con il Romano Pontefice 204 § 2
eucaristia: ministro ordinario e straordinario 910
distribuzione da parte dei laici 230 § 3
chi vi è ammesso 912
chi non deve essere ammesso 915
condizioni per chi è conscio di peccato grave 916
sotto le due specie 925
può essere ripetuta lo stesso giorno 917
digiuno richiesto 919
fedeli adulti e bambini in pericolo di morte 913 § 2
  921
v. Viatico
preparazione dei bambini che abbiano l'uso di ragione 914
precetto pasquale 920
vesti sacre del ministro 929
fraterna dei religiosi 602
dei beni v. Istituti; Massa comune

Summa Teologica

... eucaristica III, q. 80
v. Eucaristia