Sacrifici/o

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Il sacrificio, inteso quale offerta di doni a un dio, a un essere umano divinizzato o a un defunto, è presente in tutte le religioni.

Attraverso la rinuncia a un proprio bene, che viene offerto o bruciato sul fuoco, si intende rinsaldare o restaurare un rapporto di comunione con l'essere a cui è rivolto il sacrificio.

Il sacrificio nell'Antico Testamento

L'Antico Testamento e scandito dal racconto di sacrifici: Caino e Abele offrono i prodotti del loro lavoro, Noè dopo il diluvio offre un sacrificio in ringraziamento, Abramo offre il figlio Isacco, Mosè sacrifica sul Monte Sinai.

In origine non esiste un luogo privilegiato per l'offerta del sacrificio; si erige un altare rudimentale dove si è vissuta un'esperienza di fede e il capofamiglia, o il capotribù, offre il sacrificio.

Dopo la centralizzazione del culto i sacrifici verranno offerti soltanto nel Tempio di Gerusalemme.

Il libro del Levitico elenca i diversi generi di sacrificio che venivano praticati in Israele in epoca postesilica.

L'olocausto, ritenuto il sacrificio perfetto, così chiamato perché in esso la vittima ( agnello, capretto, uccello ecc. ) veniva interamente bruciata in segno di offerta totale a Dio.

L'oblazione, cioè l'offerta di prodotti vegetali che era sempre accompagnata da quella dell'olio, del vino, dell'incenso.

Il sacrificio pacifico, nel quale parte della vittima era offerta sull'altare e parte veniva mangiata in segno di comunione con Dio.

Il sacrificio espiatorio, nel quale era data grande importanza al sangue della vittima ( il sangue nella concezione biblica è la sede della vita ), che veniva offerto per ottenere il perdono dei peccati commessi involontariamente.

Il sacrificio di riparazione per riparare il male commesso contro il prossimo prevedeva, prima del sacrificio vero e proprio, la restituzione di quanto era stato sottratto agli altri e il pagamento di una multa.

Sembra che in tutti i sacrifici le offerte fossero asperse con il sale ( Lv 2,13 ), simbolo del pasto preso in comune per sigillare un'alleanza ( Nm 18,19 ).

I profeti e i sapienti criticano la riduzione dei sacrifici ad atto puramente esteriore, formale ( Am 5,21-22; Os 6,6; Is 1,11 ) e a questo contrappongono il culto interiore, l'incontro personale con il Signore, che si traduce in una vita di obbedienza alla sua volontà, nella pratica dell'amore e della giustizia.

Nei Salmi si ricorda che il vero sacrificio gradito a Dio è l'umile riconoscimento della propria infedeltà all'amore di Dio ( Sal 51,18-19 ), è la lode ( Sal 50,14 ), è ascoltare e mettere in pratica la sua volontà ( Sal 40,7-9 ), è la preghiera ( Sal 119,108 ).

La profezia di Isaia 53 annuncia il sacrificio di un servo di JHWH "come agnello condotto al macello" ( Is 53,7 ).

Dopo la distruzione del Tempio da parte dei romani ( 70 d.C. ) l'offerta dei sacrifici nel giudaismo è stata definitivamente sostituita dalla liturgia della Parola.

Gesù vittima sacrificale

Gesù fa propria la critica profetica contro i sacrifici ( Mt 9,13 ).

La sua passione e la sua morte sono lette nel Nuovo Testamento come sacrificio.

Gesù è la vittima offerta in sacrificio, in espiazione dei peccati degli uomini ( Mc 14,24; Lc 22,19 ecc. ); secondo il Vangelo di Giovanni muore in croce nell'ora in cui nel Tempio venivano sgozzati gli agnelli per il sacrificio pasquale; è "l'agnello di Dio che toglie i peccati del mondo" ( Gv 1,29 ), "l'agnello immolato" ( 1 Cor 5,7; Ap 5,6 ).

Gesù è sacerdote e vittima; è colui che offre e colui che viene offerto.

Ha offerto liberamente la propria vita, ponendo fine alla logica della violenza che crea vittime, e perdonando chi gli aveva fatto del male.

Mentre i sacrifici antichi venivano ripetuti molte volte, il sacrificio di Cristo è definitivo: con la sua morte ci ha liberato dal peccato ( Eb 10,11-18 ) e ha aperto l'accesso al santuario di Dio, ha ristabilito la comunione tra Dio e l'uomo.

Il tema è ampiamente sviluppato dalla Lettera agli Ebrei.

I discepoli del Signore si uniscono alla sua offerta offrendo la propria vita a Dio "come sacrificio vivente" ( Rm 12,1; 1 Pt 2,4-5 ).

… dell'antica legge

L'insieme del rituale dei sacrifici ( Lv 1-7 ) è collegato col soggiorno di Israele nel deserto e posto sotto l'autorità di Mosè.

In realtà, accanto a regolamentazioni antiche, comporta un certo numero di disposizioni tardive e ha ricevuto la forma definitiva solo dopo il ritorno dall'esilio.

Nella forma attuale, Lv 1-7 rappresenta il codice sacrificale del secondo tempio.

Si sa d'altronde solo poco del rituale israelita dell'epoca nomadica, fornendo i testi antichi indicazioni solo sul sacrifico pasquale ( Es 12,1.23.39 )

Nel rituale minuzioso dell'antica legge, la tradizione cristiana ha preferito vedere un insieme di preparazioni e di prefigurazioni del sacrificio unico e redentore del Cristo ( Eb 8s ) e dei sacramenti della Chiesa.

Gli olocausti: sono i sacrifici nei quali la vittima è completamente consumata.

L'imposizione delle mani da parte dell'offerente ( v 4 ) è una attestazione solenne che questa vittima, presentata poi dal sacerdote, è un sacrificio suo personale.

I racconti come i testi rituali del pentateuco, fanno risalire questo tipo di sacrificio all'epoca del deserto ( Es 18,12; Nm 7,12 ) e anche ai patriarchi ( Gen 8,20; Gen 22,9-10 ).

In realtà, le attestazioni storiche più antiche datano dall'epoca dei Giudici ( Gdc 6,26; Gdc 11,31; Gdc 13,15-20 ).

Sembra che questa forma di sacrificio sia influenzata dal rituale cananeo ( 1 Re 18, l'olocausto dei profeti di Baal è simile a quello d'Elia ) e che non sia anteriore all'installazione delle tribù.

In Lv 1 è dato un valore espiatorio all'olocausto; nell'epoca antica, è piuttosto un sacrificio di ringraziamento ( 1 Sam 6,14; 1 Sam 10,8; 2 Sam 6,17 ) o un sacrificio per ottenere un favore da Jahvè ( 1 Sam 7,9; 1 Sam 13,9; 1 Re 3,4 ).

Lv 1,1

… di comunione

Il sacrificio detto « di comunione », in cui la vittima è divisa tra Dio e l'offerente, è attestato in Canaan, ma il sacrificio israelita se ne distingue per l'antico rituale del sangue ( Lv 1,5+ ).

È un banchetto sacro: le parti più vitali della vittima sono offerte a Dio; una parte scelta è attribuita ai sacerdoti ( Lv 7,28s ) e il resto è consumato dai fedeli.

In epoca antica, questo tipo di sacrificio era più frequente e formava il rito centrale delle feste, esprimendo per eccellenza la comunità di vita, la relazione di alleanza e di amicizia tra i fedeli e il loro Dio.

Lv 3,1

Si tratta evidentemente d'un pasto cultuale, forse quello che accompagna i sacrifici di comunione ( Lv 7,15; Dt 12,7.18 ).

Ez 44,3

… di ringraziamento

Sal 56,13

… di lode ( votivi, spontanei )

Il sacrificio di comunione può essere offerto « in ringraziamento » ( vv 12-15 ) o in soddisfazione di un voto o come offerta spontanea ( vv 16-17 ).

I rapporti esatti tra queste tre forme sono d'altronde assai difficili da precisarsi.

Vedere Dt 12,6.17; Am 4,5; Ger 17,26; Ger 33,11.

Lv 7,11

… per il peccato

La maggior parte del rituale sacrificale è consacrata ai sacrifici espiatori.

Sono distinti due tipi: sacrificio per il peccato e sacrificio di riparazione, ma è difficile dire in che cosa differiscano.

Il sacrificio per il peccato sembra avere una portata più larga del sacrificio di riparazione che considera soprattutto colpe con le quali si è ferito Dio o i suoi sacerdoti o il prossimo.

Infatti, i due sacrifici sono previsti qui per casi dalla specie molto simile ( c 5 ) e la confusione aumenta se vi si confrontano leggi particolari ( Lv 14,10-32; Nm 6,9-12; Nm 15,22-31 ).

Questo rituale minuzioso sarà sostituito dall'unico sacrificio espiatorio del Cristo ( Eb 9 ).

Lv 4,1

… di riparazione

Quando i diritti di Dio o del prossimo ( Lv 4,1+ ) sono stati lesi da un danno che si può stimare pecuniariamente, al sacrificio si aggiunge un'ammenda ( vv 16.24 ).

« Il denaro della riparazione » e « il denaro del peccato », menzionati in 2 Re 12,17, devono riferirsi a tasse che accompagnavano i sacrifici; ciò suppone la loro esistenza già prima dell'esilio, Os 4,8

Lv 5,14

… d'espiazione

Il rito espiatorio: l'espiazione è il sacrificio per mezzo del quale l'uomo che ha offeso Dio trasgredendo l'alleanza può rientrare in grazia.

L'animale offerto in sacrificio ( kipper ) è stato interpretato come un riscatto ( kofer ) ( Es 30,12 ).

Nei sacrifici espiatori, i riti del sangue svolgono una funzione primordiale ( Lv 17,11; Lv 4,1+.12+ ).

Nota agli assiro-babilonesi e ai cananei, l'espiazione è stata inserita nelle basi stesse della legge israelitica.

Nel N. T. essa apparirà non come un pagamento o un sostituzione, ma come il dono della vita di Dio per vivificare gli uomini ( Rm 3,25-26 ).

Lv 1,4

… quotidiani

Secondo Ez 46,13-15, l'olocausto perpetuo comporta solo un sacrificio quotidiano, il mattino; ciò è conforme all'uso dell'epoca monarchica.

2 Re 16,15, che distingue l'olocausto del mattino dalla semplice oblazione della sera ( 1 Re 18,29 ).

Secondo Es 29,38-42; Nm 28,3-8, deve esserci un olocausto al mattino e un altro alla sera.

Qui l'olocausto del mattino è prescritto nel v 5: quello della sera è implicato nel v 2b, ma questa frase maldestra sembra essere un'aggiunta.

Il fuoco perpetuo dell'altare significa la continuità del culto; confrontare il luninare perpetuo ( Lv 24,2-4 ).

Lv 6,2

… di bambini

Moloch, ebraico molek: questi sacrifici di fanciulli che si « facevano passare attraverso il fuoco » cioè che si bruciavano, sono un rito cananeo condannato dalla legge ( Lv 20,2-5; Dt 12,31; Dt 18,10 ).

Questo rito si era introdotto in Israele, specialmente in Gerusalemme, nel bruciatoio della valle di Ben-Hinnom ( la « Geenna » ), 2 Re 16,3; 2 Re 21,6; 2 Re 23,10; Is 30,33; Ger 7,31; Ger 19,5s; Ger 32,35; Ez 16,21.

L'origine della parola Molek è fenicia: designa un tipo di sacrificio; fu d'altronde divinizzata a Ugarit, dove il nome appare nella lista degli dèi.

In Israele è stato inteso come un titolo divino e un certo numero di testi parla di sacrifici offerti al dio Molek ( cioè Melek, « il re » vocalizzato come boshet, « la vergogna » ).

Lv 18,21

Il racconto implica la condanna, pronunziata più volte dai profeti, dei sacrifici di fanciulli ( Lv 18,21+ ).

Vi aggiunge una lezione spirituale più alta: l'esempio della fede di Abramo che trova qui il suo punto culminante.

I Padri hanno visto nel sacrificio di Isacco la figura della passione di Gesù, il Figlio unico.

Gen 22,1

… della nuova alleanza

Una volta per tutte: quest'offerta unica di Cristo si pone al centro della storia della salvezza ( At 1,7+ ).

Alla fine del lungo periodo di preparazione ( Eb 1,1s; Rm 10,4 ), si afferma nella « pienezza dei tempi » ( Mc 1,15+; Gal 4,4+ ), nel « tempo stabilito » ( Rm 3,26+ ) e inaugura l'era escatologica.

Benché la manifestazione dell'ultimo giorno ( 1 Cor 1,8+; Rm 2,6+ ) sia ancora differita,a causa di un periodo intermedio ( 2 Cor 6,2+ ) con durata indeterminata ( 1 Ts 5,1+ ), l'essenziale della salvezza è già stato acquisito dal momento in cui, nella persona del Cristo, l'uomo è morto al peccato ed è resuscitato alla vita nuova.

Questa efficacia assoluta e definitiva del sacrificio di Cristo è particolarmente sottolineata da Eb: offerto « una sola volta », cioè tutto in una volta e una volta per tutte ( Eb 7,27, Eb 9,12.26.29; Eb 10,10; Rm 6,10; 1 Pt 3,18 ), questo sacrificio unico ( Eb 10,12.14 ) viene contrapposto ai sacrifici dell'antica alleanza, ripetuti indefinitamente perché incapaci di procurare la salvezza.

Eb 7,27
Eucaristico v. Messa
Spirituale dei fedeli v. Eucaristia; Messa

Schedario biblico

Sacrifici ( A. T. ) D 24
Sacrificio spirituale D 25
Sacrificio di Abele D 26
Pane sacrificale D 32
Cristo, Povero di Jahvè B 30
Cristo, nuovo tempio B 54
Nuovo tempio C 12
Sacerdozio D 35
Digiuno ( A. T. ) D 63
Alleanza E 1
Espiazione ( A. T. ) E 27
Obbedienza E 50
Povertà E 51
Umiltà E 52
Vendetta E 69
Fuoco F 33

Magistero

E c'incontriamo subito nel notissimo paradosso: Cristo ha fondato la vita morale dei suoi seguaci sopra una base, che noi diremmo negativa: la rinuncia, l'abnegazione, il sacrificio, la croce.

Chi di noi credesse rinnovare la vita della Chiesa sopprimendo le mortificazioni e le molestie, piccole o grandi, che le sono proprie, per esigenza morale o per costume ascetico riconosciuto, non interpreterebbe a dovere la legge fondamentale dello spirito evangelico, dal quale appunto la Chiesa riceve la sua vitalità.

Catechesi Paolo VI
31-8-1966

Quale tesoro di sacrificio possiede, oggi più che mai, questa Chiesa di Dio, Chiesa comunitaria e gerarchica, Chiesa istituzionale ed operante, che la Provvidenza ci ha concesso di chiamare nostra!

Catechesi Paolo VI
27-10-1971

Sempre, anche oggi, la tentazione è quella di voler seguire un Cristo senza croce, anzi, di insegnare a Dio la strada giusta; come Pietro: "No, no Signore, questo no, non accadrà mai".

Ma Gesù ci ricorda che la sua via è la via dell'amore, e non c'è vero amore senza il sacrificio di sé.

Angelus Francesco
3-9-2017

Catechismo della Chiesa Cattolica

Antico Testamento
L'obbedienza della fede 144
Gesù 433
Le preparazioni 522
La morte di Cristo è il sacrificio unico e definitivo 614
Il fuoco 696
La purificazione finale o Purgatorio 1032
Segni e simboli 1150
Come viene chiamato questo sacramento? 1330
I segni del pane e del vino 1334
Il sacerdozio dell'Antica Alleanza 1539
  1540
Il sacrificio 2100
Elia, i profeti e la conversione del cuore 2581
Di Cristo
L'Incarnazione 462
L'annunzio del Regno di Dio 545
Tutta la vita di Cristo è offerta al Padre 606
Alla Cena Gesù ha anticipato l'offerta libera della sua vita 611
La morte di Cristo è il sacrificio unico e definitivo 613ss
Interamente unita al figlio suo 964
Come viene chiamato questo sacramento? 1330
Lo svolgimento della celebrazione 1350
Il memoriale del sacrificio di Cristo e del suo Corpo, la Chiesa 1364
  1367
Le molteplici forme della penitenza nella vita cristiana 1436
In persona di Cristo Capo 1540
L'unico sacerdozio di Cristo 1544ss
La definizione di peccato 1851
Uguaglianza e differenze tra gli uomini 1934
La famiglia cristiana 2205
Castità e omosessualità 2358
Le sette domande 2804
Sia santificato il tuo Nome 2812
Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori 2838
Eucaristico
La purificazione finale o Purgatorio 1032
Perché la Liturgia? 1068
dalla Chiesa degli Apostoli 1087ss
Il mistero pasquale nei sacramenti della Chiesa 1113
Dove celebrare? 1181ss
Il sacramento dell'Eucaristia 1322ss
Lo svolgimento della celebrazione 1350ss
Il banchetto pasquale 1382ss
L'unico sacerdozio di Cristo 1545
« A nome di tutta la Chiesa » 1552
L'ordinazione dei presbiteri - cooperatori dei vescovi 1565
La celebrazione del Matrimonio 1621
La fedeltà dell'amore coniugale 1651
L'apertura alla fecondità 1654
L'ultima Pasqua del cristiano 1683
La celebrazione delle esequie 1689
La Chiesa, madre e maestra 2031
La preghiera di lode 2643
La preghiera dell'Ora di Gesù 2747
  2749
Comp. 443
… della croce Comp. 122; 271; 280; 324
… eucaristico Comp. 271; 275; 280; 281; 356

Rinnovamento Catechesi

La predicazione liturgica 27
La liturgia della parola 28
Carità nella Chiesa 48
soprattutto nella celebrazione dell'Eucaristia 72
La Madonna è la "piena di grazia" e il modello della Chiesa 90
Catechesi liturgica 115
La catechesi e la chiesa locale 142

Codice Diritto Canonico

eucaristico 897
  923
  924
v. Eucaristia; Messa
Summa Teologica
In sé II-II, q. 85
Di Cristo III, q. 48, a. 3
Eucaristico III, q. 83, a. 1