Peccato/i

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È parola latina derivante da pèdica, "trappola che cattura la selvaggina rinserrandone i piedi", "laccio", "pastoia", che impedisce un cammino disinvolto e sicuro; di qui "inciampare", "fare un passo falso": l'evidenza sensibile dell'immagine e l'insito sapore di discredito ne facilitarono il trasferimento in sede morale.

I Greci, più intellettualisti, lo designarono con una terminologia più concettuale: "errore", "scivolone", "stonatura", "trasgressione", "illegalità".

Il peccato è una violazione volontaria della legge morale che regola la natura dell'uomo ed offende quindi Dio, il quale lo ha creato e gli ha indicato le norme per un retto funzionamento della sua vita: è una ribellione contro di lui, in quanto è una pratica proclamazione della sua insignificanza nei nostri comportamenti, dai quali viene estromesso quasi fosse un intruso.

I delitti e le ingiustizie che s'intrecciano a catena continua nella storia testimoniano l'incombente presenza del peccato, come documentano le rovine che l'uomo accumula quando respinge Dio.

Nell'atto stesso in cui l'individuo rivendica la sua autonomia da Lui, diventa schiavo delle proprie spinte deteriori e, in proporzione alla sua influenza sociale, rende schiavi anche gli altri: il peccato infligge un guasto alla persona, una ferita che può essere medicata solo dalla grazia accettata ed assecondata.

Il rifiuto dell'ossequenza a Dio può essere frontale ( peccato mortale ), quando implica una piena consapevolezza ed una cosciente intenzionalità e verte su materia grave, e può invece limitarsi a marginale ( peccato veniale ), quando è privo di almeno uno di questi requisiti.

Nella classicità la colpa poteva essere il prodotto di un destino al quale la coscienza era totalmente estranea ( tipica la vicenda di Edipo ); nell'etica cristiana investe invece in pienezza la responsabilità della persona.

Il peccato non è una svista, una sorpresa a vario grado di inconsapevolezza, è una voluta scelta di vita.

La sua gravita è, prima ancora, stoltezza: l'infinita piccolezza umana sfida l'infinita grandezza divina: è una miseria che produce ulteriore miseria.

Il termine è da intendere nel suo senso più pieno, come la decisione libera e cosciente contro il volere di Dio rivelato nell'ordine della creazione e della salvezza.

Esso è un affondare nelle tenebre, se compiuto in piena consapevolezza e libertà.

Vi è però una gradualità nel peccato: come un'ombra che cancella più o meno fortemente la presenza di Dio.

Più che un atto singolo, il peccato è un atteggiamento globale di vita in relazione al progetto di Dio.

… originale

Detto anche « peccato di origine ».

Se peccato è la libera e cosciente decisione umana che si oppone al volere di Dio rivelato nella creazione e nella salvezza, il « peccato di origine » si riferisce all'irruzione di tale realtà nella vita dei primi uomini, come atto di ribellione a Dio ( peccato originale detto « originante »: Gen 3 ); e si riferisce poi anche all'influenza negativa di tale atto iniziale di ribellione su tutta la storia seguente dell'umanità in genere e dei singoli uomini ( peccato originale detto « originato »: Rm 5,16-19 ).

Mentre l'esistenza di tale realtà di segno negativo nella vita di ognuno è chiaramente proclamata dal Magistero, le spiegazioni teologiche di tale influenza sono state e sono tuttora varie e diversificate fra loro. ( pelagianesimo ).

Il peccato è la rottura del rapporto dell'uomo con Dio, che si attua concretamente nel rifiuto di fare la volontà divina resasi manifesta attraverso la Legge/Torà ( v. ) e in Cristo Gesù.

Conseguenza di tale rottura è lo stato di dissociazione interiore dell'uomo, che conduce anche alla rottura dei rapporti con gli altri uomini e con il mondo.

Le diverse dimensioni del peccato

La Bibbia fa emergere con chiarezza questi diversi aspetti della realtà del peccato.

Esso riveste fin dall'inizio il carattere di idolatria ( Adamo ed Eva volevano essere come dei ), che si incarna nella rivendicazione di un'autonomia morale assoluta, cioè nella pretesa di decidere in modo del tutto autosufficiente ciò che è bene e ciò che è male ( Gen 3,1-24 ).

Il rifiuto della condizione creaturale, che è condizione di dipendenza, porta inevitabilmente con sé la perdita della relazione vitale con Dio e perciò l'interruzione della comunione.

Da amico l'uomo diviene rivale di Dio, rinnegando la propria vocazione e vanificando il senso della sua esistenza.

La dimensione più profonda del peccato è pertanto quella religiosa: essa coincide con il venir meno dell'alleanza, la quale è dono di Dio che implica, nello stesso tempo, la libera risposta dell'uomo.

E come dire che la radice del peccato va rintracciata nella libertà dell'uomo, nel suo rifiuto del progetto di Dio.

Per questo il peccato è descritto nell'Antico Testamento come infedeltà, adulterio, fornicazione, cioè come rinnegamento del patto di amore che Dio ha stipulato con l'uomo.

La valenza religiosa si connette perciò strettamente con quella etica, come risulta pienamente confermato nel Nuovo Testamento, in cui il peccato viene fatto coincidere con la mancata accoglienza del Regno di Dio, definitivamente rivelato e comunicato all'uomo nella persona di Gesù.

Il mistero del peccato ha tuttavia anche risonanze di ordine sociale e cosmico, che la Rivelazione non manca di evidenziare.

Il peccato originale ( v. ), che è la causa ultima e il paradigma di tutti i peccati umani, genera disarmonie nelle relazioni tra gli uomini e nel rapporto con la natura.

La perdita della spontaneità e della solidarietà originaria tra Adamo ed Eva e la difficoltà di padroneggiare gli animali e di assoggettare la Terra sono segni eloquenti di questo stato di conflitto.

La letteratura profetica nella Bibbia evidenzia il nesso stretto che si istituisce tra idolatria e ingiustizia.

L'autosufficienza umana, che si esprime anzitutto nello svincolarsi da Dio, produce inevitabilmente la tendenza alla sopraffazione dell'uomo sull'uomo, alla prevaricazione del forte sul debole. S. Paolo mette lucidamente a fuoco questo intreccio, che coinvolge anche la creazione, provocando un vero e proprio dramma cosmico, che può essere superato soltanto da un intervento liberatore del Signore ( Rm 8,19-22 ).

L'attuale percezione del peccato

La percezione del peccato, del suo significato e della sua gravita, è oggi fortemente in crisi.

A determinare tale crisi hanno concorso, da un lato, l'attenuarsi progressivo nella coscienza del senso di Dio e, dall'altro, la sottolineatura dei limiti della libertà umana, fino alla sua radicale negazione.

Il fenomeno della secolarizzazione ( v. ) nelle sue espressioni più accentuate, conduce alla totale autonomia dell'uomo nel mondo; mentre i risultati delle scienze umane, soprattutto quando si indulge verso una loro interpretazione ideologica, portano a maggiorare i condizionamenti dell'agire, al punto di disconoscere la responsabilità umana.

Questa situazione può provocare una salutare purificazione del concetto di peccato, evitando di confonderlo con la semplice rottura con ordinamenti esistenti indebitamente sacralizzati o di assimilarlo con sentimenti di colpa di origine nevrotica.

Ma non si può misconoscere che il venir meno del senso di Dio porta inevitabilmente con se la caduta della coscienza del peccato, se è vero che essa e resa possibile solo dallo "stare dell'uomo davanti a Dio" ( P. Ricoeur ); come non si può dimenticare che peccato e libertà sono grandezze direttamente proporzionali, e che pertanto l'esperienza della libertà e della responsabilità umana è condizione essenziale perché l'uomo possa accusarsi di peccato.

Il ricupero del senso autentico del peccato è dunque legato a una corretta ridefinizione del ruolo di Dio nell'esistenza dell'uomo e a un'altrettanto corretta assimilazione esistenziale della libertà umana, cioè alla consapevolezza delle possibilità e dei limiti del suo concreto esercizio.

La fecondità della categoria di peccato

La categoria di peccato consente un approccio realistico alla condizione umana, che tiene conto della sua strutturale ambiguità, e perciò del bisogno di una salvezza dall'alto.

Ma nello stesso tempo evidenzia come la salvezza ha un carattere dialogico, relazionale: esige, in altri termini, la libera risposta dell'uomo.

La teologia del peccato mette in tal modo in luce come il comportamento morale ha inizio quando l'uomo considera la sua esistenza come una missione da realizzare e l'assume nelle proprie mani rendendosene responsabile.

Ciò diviene possibile solo nel contesto dell'annuncio dell'amore di Dio come amore che libera e salva.

In tale contesto infatti la percezione della gravita del peccato, lungi dal gettare l'uomo in uno stato di colpevolizzazione paralizzante, lo spinge a intraprendere un cammino di conversione, nella certezza di essere incessantemente fatto oggetto dell'azione misericordiosa di Dio.

v. Amore; Conversione; Giustizia; Male; Perdono; Riconciliazione; Salvezza

… originale

È il primo peccato dell'uomo, per cui Adamo ed Eva hanno disobbedito a Dio, mangiando il frutto dell'albero della "conoscenza del bene e del male" ( Gen 3,1-7 ).

Questo primo peccato ha coinvolto tutti gli uomini, come afferma s. Paolo: "Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori […].

Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato" ( Rm 5,19; Rm 12 ).

La verità del peccato originale comprende due aspetti: il peccato viene dall'uomo ed è opera della sua volontà, esso si diffonde a tutti gli uomini come una drammatica eredità.

La prima affermazione rifiuta tanto la concezione tragica del mondo greco, secondo cui l'uomo si piega sotto il fardello di un destino cieco e crudele, quanto la concezione gnostica e manichea, per le quali il male è una realtà che imprigiona l'uomo nel corpo e nella materia, corrompendolo; la seconda, invece, richiama che il peccato non è un fatto puntuale e isolato, ma fa parte di un tessuto sociale negativo: e già all'opera fuori e dentro di noi prima ancora che noi lo compiamo.

La dottrina del peccato originale

La piena coscienza della dottrina del peccato originale si ebbe nella Chiesa con s. Agostino d'ippona; prima di lui, salvo poche eccezioni, i Padri della Chiesa erano più preoccupati di salvaguardare la libertà dell'uomo che di chiarire l'origine storica del peccato.

Le Scritture stesse, a ben guardare, parlano di un peccato universale più che di un peccato ereditario ed esemplificano il fatto che tutti sono peccatori nella storia simbolica di Adamo, l'uomo.

Con Agostino, invece, la verità del peccato originale entra nella fede cristiana: proclamata nel concilio di Cartagine del 418, a conclusione della polemica con i pelagiani, è stata autorevolmente ribadita nel decreto De peccato originali del concilio di Trento.

Il magistero non lega il suo insegnamento al peccato di Adamo, ma alla necessità della grazia battesimale per essere salvi: il peccato, presente in tutti gli uomini fin dalla nascita, può essere cancellato solo dalla grazia di Cristo che ci è concessa con il battesimo.

Coerentemente con questo, la teologia attuale ha spostato l'attenzione dalla colpa di Adamo alla nostra.

Il peccato originale nell'uomo può essere compreso come una condizione storica di oggettivo, anche se non voluto, allontanamento dalla grazia: la teologia la presenta come una condizione di colpevolezza fondamentale, sorgente di altri peccati o di socialità negativa ( descritta anche con la categoria del peccato del mondo ) che stravolge il senso delle relazioni umane e avvolge chiunque nasce.

In quanto peccatore, l'uomo - già dalla nascita - ha in sorte una vita drammaticamente scissa, segnata da un'oggettiva ordinazione a Cristo e da una reale solidarietà con una storia umana di peccato; sarà la sua libertà a riunificarne l'esistenza, o sotto Adamo nel segno del peccato personale, o sotto Cristo nel segno dell'accoglienza e della risposta alla sua grazia.

v. Colpa; Peccato

Ogni azione dell'uomo, cosciente o no, che si trovi in opposizione alla volontà divina, viene qui considerata come un peccato.

Nm 22,34

Hai insultato il Signore: correzione.

L'ebraico ha: « oltraggiato i nemici di Javè », per evitare una bestemmia.

Il peccato non è solo la violazione di un certo ordine morale o sociale, ma, prima, la rottura di una relazione personale tra l'uomo e Dio ( Gen 39,9; Sal 51,6; Sal 59,2 ), relazione che Dio solo può ristabilire ( Sal 65,4; Mc 2,5s+ ).

2 Sam 12,14

Al messaggero: si può scorgere nel « messaggero » l'angelo alla cui presenza non ci si può discolpare; una delle funzioni angeliche consisteva nel registrare le azioni buone ( Tb 12,12+; At 10,4 ); oppure si può vedere, sotto questo termine, il sacerdote che era incaricato dell'esecuzione dei voti ( Ml 2,7 ).

I LXX vi sostituiscono: « Dio ».

Sui peccati commessi per inavvertenza Lv 4; Nm 15,22s.

Qo 5,5

Sacrificio per il …

La maggior parte del rituale sacrificale è consacrata ai sacrifici espiatori.

Sono distinti due tipi: sacrificio per il peccato e sacrificio di riparazione, ma è difficile dire in che cosa differiscano.

Il sacrificio per il peccato sembra avere una portata più larga del sacrificio di riparazione che considera soprattutto colpe con le quali si è ferito Dio o i suoi sacerdoti o il prossimo.

Infatti, i due sacrifici sono previsti qui per casi dalla specie molto simile ( c 5 ) e la confusione aumenta se vi si confrontano leggi particolari ( Lv 14,10-32; Nm 6,9-12; Nm 15,22-31 ).

Questo rituale minuzioso sarà sostituito dall'unico sacrificio espiatorio del Cristo ( Eb 9 ).

Lv 4,1

… originale

La condanna colpisce i colpevoli nelle loro attività essenziali.

La donna come madre e sposa, l'uomo come lavoratore.

Il testo non può significare che, senza il peccato, la donna avrebbe generato senza dolore e che l'uomo avrebbe lavorato senza avere il sudore sulla fronte.

Tanto varrebbe concludere, dal v 14, che prima del peccato i serpenti avevano zampe.

Il peccato sconvolge l'ordine voluto da Dio: invece di essere l'associata dell'uomo e sua eguale ( Gen 2,18-24 ), la donna diventerà la seduttrice dell'uomo che la asservirà per averne figli; invece di essere il giardiniere di Dio in Eden, l'uomo lotterà contro un suolo divenuto ostile.

Ma il grande castigo sarà la perdita della familiarità con Dio ( v 23 ).

Saranno pene ereditarie; ma perché sia espresso l'insegnamento di una colpa ereditaria, bisognerà attendere che san Paolo metta in parallelo la solidarietà di tutti in Cristo salvatore e la solidarietà di tutti in Adamo peccatore ( Rm 5 ).

Gen 3,16

Solo Dio può cancellare il peccato; il peccatore è impotente, ma trova una via di uscita nell'appellarsi alla misericordia di Dio ( Sal 51 ).

Giobbe, che non ha coscienza di aver peccato, condivide questo senso di impotenza, senza però condividerne lo slancio.

Gb 9,30
  Gb 14,4

Ogni uomo nasce impuro ( Gb 14,4+; Pr 20,9 ) e per ciò stesso portato al male ( Gen 8,21 ).

Questa impurità fondamentale è qui allegata come una circostanza attenuante ( 1 Re 8,46 ), di cui Dio deve tenere conto.

La dottrina del peccato originale sarà esplicitata in Rm 5,12-21, in correlazione con la rivelazione della redenzione per mezzo di Gesù Cristo.

Sal 51,7

Perché tutti hanno peccato: senso controverso; sia: « tutti hanno peccato in Adamo » per una partecipazione al peccato di Adamo; si: « per i loro peccati personali » ( Rm 3,23 ); in questo caso, l'espressione greca si tradurrebbe molto bene: « per il fatto che … », introducendo la condizione realizzata che ha permesso alla morte ( eterna ) di raggiungere tutti gli uomini.

Di fatto, nel caso dell'adulto, il solo considerato, la potenza del peccato, entrata nel mondo con Adamo, produce l'effetto di morte eterna attraverso i peccati personali, che ratificano in qualche modo la rivolta di Adamo.

Si può anche tradurre: « a causa di ciò .. tutti hanno peccato ».

Rm 5,12

… del mondo

Morirete nel vostro peccato: respingendo Gesù, i giudei si perdono senza speranza; peccato contro la verità ( vv 40.45s ).

È il peccato contro lo Spirito ( Mt 12,31p; Gv 7,34+ ).

Gv 8,21
Il peccato del mondo è la sua incredulità ( Gv 8,21.24.46; Gv 15,22 ).

Il Paraclito metterà in piena luce questo peccato.

Gv 16,9

… contro lo Spirito

L'uomo è scusabile se si inganna sulla dignità divina di Gesù, velata dalle umili apparenze del « Figlio dell'uomo » ( Mt 8,20+ ), ma non lo è se chiude gli occhi e il cuore alle opere evidenti dello Spirito.

Negandole, egli rigetta la proposta suprema che Dio gli fa e si mette fuori della salvezza ( Eb 6,4-6; Eb 10,26-31 ).

Mt 12,32

… e morte

Il diavolo: peccato e morte sono correlati; l'uno e l'altra derivano da Satana, il cui regno si oppone a quello del Cristo.

Eb 2,14

Schedario biblico

Peccato E 5
Peccato originale E 12
Chiesa e mondo C 35
Sacrifici ( A. T. ) D 24
Maledizione E 35
Morte F 6

Magistero

L'offesa prodotta allora dalla sua inosservanza sarebbe rivolta all'Autore della legge divina; mostruosa cosa, se davvero l'inosservanza è avvertita e voluta, ed è relativa a cosa seria e importante; avremmo una colpa grave, avremmo un peccato.

Catechesi Paolo VI
17-3-1971

Il peccato non è soltanto un nostro difetto personale, ma un'offesa interpersonale, che dalla nostra persona arriva a Dio;
non è soltanto una mancanza ad una legalità dell'ordinamento umano, una colpa verso la società, o verso la nostra logica morale interiore;
è una rottura mortale del vincolo vitale, obiettivo, che ci unisce alla sorgente unica e somma della vita, che è Dio.

Catechesi Paolo VI
8-3-1972

La difficoltà dell'uomo profano moderno a parlare di peccato nasce dal fatto che nel concetto di peccato si include un riferimento a Dio; e Dio non dev'essere più chiamato in causa nel linguaggio, anzi nel pensiero, nella coscienza dell'uomo secolarizzato, quale vuol essere il figlio del nostro tempo; il quale, occorrendo, parlerà di infrazione all'ordine ( … ma l'ordine non reclama esso pure un riferimento trascendente a Dio? ), ovvero di colpa, oppure di libero esercizio delle proprie facoltà, e così via, ma non di peccato, che implica un concetto morale, collegato per via metafisica al primo Principio d'ogni cosa, ch'è Dio.

Catechesi Paolo VI
28-3-1973

Parliamo del peccato così detto attuale, quello cioè che mette in gioco la nostra libertà, la nostra responsabilità, e che trova tanto spesso incentivo nelle circostanze ambientali, sfavorevoli alla rettitudine del nostro operare.

Catechesi Paolo VI
20-3-1974

Il peccato è una violazione d'un rapporto immanente e trascendente, il rapporto dell'uomo con Dio; è un'offesa a Dio, alla ragione, all'ordine reclamato dalle circostanze e dalla situazione.

Catechesi Paolo VI
22-2-1978

Il messaggio è chiaro: l'uomo, paralizzato dal peccato, ha bisogno della misericordia di Dio, che Cristo è venuto a donargli, perché, guarito nel cuore, tutta la sua esistenza possa rifiorire.

Anche oggi l'umanità porta i segni del peccato, che le impedisce di progredire speditamente in quei valori di fraternità, di giustizia, di pace che pure si è proposta in solenni dichiarazioni.

Angelus Benedetto XVI
19-2-2006

In effetti, il peccato è una sorta di paralisi dello spirito da cui soltanto la potenza dell'amore misericordioso di Dio può liberarci, permettendoci di rialzarci e di riprendere il cammino sulla via del bene.

Angelus Benedeto XVI
22-2-2009

Gesù « era diventato peccato per liberarci ( cfr. 2 Cor 5,21 ) », questo « è il miracolo più grande » attraverso il quale Gesù ci ha resi figli di Dio e ci ha dato la libertà dei figli.

Meditazione Francesco
4-7-2013

Infatti egli in questo frangente perde la consapevolezza del peccato e parla semplicemente di « un problema » da risolvere.

E questo suo atteggiamento « è un segno », perché « quando il regno di Dio diminuisce, uno dei segni è che si perde il senso del peccato ».

Meditazione Francesco
31-1-2014

Concilio Ecumenico Vaticano II

Il … offesa di Dio e ferita della Chiesa Lumen gentium 11
La disobbedienza di Adamo introdusse il … nel mondo Presbyterorum ordinis 15
Il … è la morte dell'uomo Lumen gentium 4
morte corporale Gaudium et spes 18
Deformò fin dall'inizio l'immagine di Dio nell'uomo Gaudium et spes 22
lo vulnerò, ne oscura l'intelligenza Gaudium et spes 15
ne ferisce la volontà Gaudium et spes 14
  Gaudium et spes 78
e la libertà Gaudium et spes 17
tiene schiavo l'uomo e gli impedisce di conseguire la sua pienezza Gaudium et spes 13
il … originale ha fatto cadere gli uomini in moltissimi errori Apostolicam actuositatem 7
errori e mali derivanti dalla seduzione del … Gaudium et spes 58
tutti commettiamo molti … Lumen gentium 40
Il mondo è sotto la schiavitù del … Gaudium et spes 2
conseguenze sociali del … Sacrosanctum concilium 109
il … turba l'ordine delle cose Gaudium et spes 25
deforma il mondo Gaudium et spes 39
l'operosità umana può essere stravolta a strumento di … Gaudium et spes 37
che genera violenza e guerra Gaudium et spes 78
Dio ha redento l'uomo dal … Gaudium et spes 41
Cristo che non conobbe il … venne ad espiare il peccato Lumen gentium 8
con la sua passione e morte Nostra aetate 4
liberando l'uomo Dei verbum 4
  Ad gentes 8
  Ad gentes 9
  Gaudium et spes 2
che da se stesso e con le sue forze non può liberarsi Ad gentes 8
La Chiesa comprende nel suo seno i peccatori Lumen gentium 8
Maria è immune dal … originale, da ogni macchia di … ed è senza alcun peso di … Lumen gentium 56
  Lumen gentium 59
L'esempio della famiglia cristiana accusa il mondo di … Lumen gentium 35
La preghiera per i … Sacrosanctum concilium 109
I fratelli separati di oggi non possono essere accusati di … di separazione Unitatis redintegratio 3
Il problema del … nelle varie religioni Nostra aetate 1
v. Male; Penitenza; Redenzione

Catechismo della Chiesa Cattolica

La vita dell'uomo - conoscere e amare Dio 1
La fede - inizio della vita eterna 165
« Dio di misericordia e di pietà » 211
« Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi » 270
La Provvidenza e lo scandalo del male 309
  311
La realtà del peccato 386ss
La caduta degli angeli 392
Gesù 430
Perché il verbo si è fatto carne 457
L'Immacolata Concezione 493
Le preparazioni 523
Il battesimo di Gesù 535ss
Gesù e la fede d'Israele nel Dio unico e Salvatore 587
Tutti i peccatori furono gli autori della Passione di Cristo 598
« L'Agnello che toglie il peccato del mondo » 608
L'agonia del Getsemani 612
Senso e portata salvifica della Risurrezione 654
Gesù Cristo 729
Le ferite dell'unità 817
La Chiesa e i non cristiani 845
« Credo nella remissione dei peccati » 976ss
La morte 1008
Preghiera e Liturgia 1073
Il Sacramento del Battesimo 1213ss
I frutti della Comunione 1393
Il Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione 1422ss
La confessione dei peccati 1455
Il malato di fronte a Dio 1502ss
In persona di Cristo Capo 1550
Il matrimonio sotto il regime del peccato 1606  
La vita di Cristo 1695
La libertà umana nell'Economia della Salvezza 1739
Le virtù e la grazia 1811
La misericordia e il peccato 1846ss
La Legge antica 1963
La giustificazione 1987
La grazia 1999
La speranza 2091
L'irreligione 2120ss
Rimetti a noi i nostri debiti 2839
Non ci indurre in tentazione 2846

… originale

La conoscenza di Dio secondo la Chiesa 37
Fin dal principio, Dio si fa conoscere 55
Il creatore 279
L'uomo nel Paradiso 379
La realtà del peccato 386ss
L'uomo immagine di Dio 1701
  1707
La misericordia e il peccato 1846
Comp. 1; 57; 73-76; 97; 108; 116; 117; 118; 121; 122; 131; 191; 200-201; 206; 213; 263; 281; 291; 292; 295; 297; 298; 300; 303; 304-306; 308; 309; 313; 314; 338; 347; 363; 366; 391-397; 492
… originale Comp. 75; 76-78; 96; 258; 263

Rinnovamento catechesi

Egli intatti è il Risorto 67
è mistero di comunione tra gli uomini e con Dio 70
Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, protagonisti del piano di salvezza 83
La catechesi sulla Chiesa, come "popolo adunalo nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo" 86
La Madonna è la "piena di grazia" e il modello della Chiesa 90
La creazione dell'uomo libero, come appello alla sua glorificazione in Cristo 92
La catechesi sul peccato, alla luce della vocazione soprannaturale dell'uomo 93
La bontà delle creature esprime l'amore di Dio 120

Codice Diritto Canonico

le cose in cui vi è ragione di …, oggetto del giudizio della Chiesa 1401 § 2
remissione della pena temporale per il … 992
v. Indulgenze
quanto al sacramento della penitenza 959
  960
  963
  966
  977
  981
  988
  989
  991
quanto alla assoluzione dalle censure 1357
sollecitazione al … contro il sesto precetto del Decalogo 1387

Compendio della dottrina sociale

In Gesù Cristo, Dio ci ha liberati dal peccato 17
Dieci comandamenti e schiavitù del peccato 22
Creazione e peccato delle origini 27; 115
Gesù, misericordia di Dio e peccatori 29
Figlio, vittima di espiazione per i peccati 30
Agire umano e peccato 41; 42
Soprannaturale, naturale e peccato 64
Rilevanza pubblica del Vangelo e peccato 71
Dottrina sociale, denuncia e peccato 81
Peccato e alienazione 116
Peccato personale e sociale 117
Peccati sociali, aggressione al prossimo 118
Peccato e strutture di peccato 119
Peccato originale e universalità del peccato 120
Abissi del peccato e speranza 121
Dimensione corporale, ferita dal peccato 128
Diritti e dignità umana, ferita dal peccato 153
Strutture di peccato e di solidarietà 193
Amore coniugale e peccato 219
Lavoro, pena a causa del peccato 256
Gesù Cristo, mondo visibile e peccato 262
Lavoro e sfiguramento del peccato 263
Bontà del creato, peccato e Regno di Dio 325
Sviluppo, peccato e riconciliazione 327
Economia e strutture di peccato 332
Tradizione regale e peccato di Davide 378
Preghiera per i governanti e peccato 381
Alleanza, prima creazione e peccato 429
Sviluppo e strutture di peccato 446
Custodire il creato e peccato 452
Mondo, peccato e purificazione 453
Gesù, mondo nuovo e peccato 454
Celebrazione eucaristica e peccati del mondo 519
Istituzioni e strutture di peccato 566
Dio e l'uomo, redento dal peccato 576
Impegno cristiano, speranza e peccato 578

Summa Teologica

… contro lo Spirito Santo II-II, q. 14
… contro natura II-II, q. 154, a. 11 s.
Essenza I-II, q. 71
Distinzione specifica I-II, q. 72
Gravità I-II, q. 73
Soggetto I-II, q. 74
Cause in generale I-II, q. 75
… e ignoranza I-II, q. 76
… e passioni I-II, q. 77
… di malizia I-II, q. 78
… e Dio I-II, q. 79
… e il demonio I-II, q. 80
… del primo uomo II-II, q. 163
Originale: propagazione I-II, q. 81
Originale: essenza I-II, q. 82
Originale: soggetto I-II, q. 83
Originale: pene II-II, q. 164
Causato da altri peccati I-II, q. 84
Effetti sulla natura I-II, q. 85
Macchia I-II, q. 86
Reato di pena I-II, q. 87
Veniale e mortale I-II, q. 88
Veniale I-II, q. 89
v. Giustificazione; Penitenza; Remissione dei …